domenica 24 settembre 2006

Bilanci

Immagino che non sia questo il momento e il tempo di fare bilanci, lo sanno tutti che i bilanci si fanno a fine anno e non certo agli inizi dell'Autunno. Però mi era piaciuto pensare ad un bilancio di fine Estate, tanto per ripensare a com'è stata, la scorsa Estate. Al solito, mi vengono in mente reminiscenze scolastico-adolescenziali, mi viene in mente un racconto di un certo Pavese, sfigatissimo come tutti gli autori che piacevano ad un gruppo di pseudodisadattati di cui facevo parte all'epoca. Il racconto in particolare era "il diavolo sulle colline" che peraltro era incluso nella trilogia "la bella Estate", titolo assolutamente non in sintonia con gli umori suscitati dalla lettura dello stesso... Mi fermo un attimo, prima di scivolare inesorabilmente nei labirinti mentali che tendo a costruirmi da solo e nei quali cado inevitabilmente.
Com'è andata la scorsa Estate? Tutto sommato bene, per certi versi è stata una stagione molto più intrigante e affascinante delle ultime che io ricordi. No, non sono andato in viaggio per lidi esotici, non ho esplorato nuove culture e variopinte società, non l'ho mai realmente fatto e non ho mai avuto la tentazione di farlo per "vacanza". L'ho detto già a qualcuno dei vecchi amici, quando viaggio, oramai, lo faccio quasi esclusivamente per motivi legati alla mia professione e ai miei interessi pseudoscientifici. Forse per questo ho deciso, d'accordo con chi divide con me gran parte delle giornate, di restare in questa per certi versi anonima città, a cercare di riscoprire il fascino di un mare andato in malora, provare a risentire i vecchi amici per troppo tempo trascurati e liberare la mente da sogni di mete esotiche che invariabilmente svaniscono al rientro nella cosiddetta "dura realtà" quotidiana... Non male, alla fine sono contento della scelta fatta, ho evitato lo shock da rientro e ho riscoperto colori, odori, sapori e sensazioni che avevo *quasi* dimenticato.
In compenso è stata un'Estate anomala e vertiginosa per altri aspetti. Non so se avete presente la vecchia storiella del passato che non passa mai. Ci sono cose che ognuno di noi porta dentro di se e che magari, se qualcuno decidesse di fare domande poco opportune, liquiderebbe come "niente, acqua passata". Non è così, non esiste l'acqua passata. Non ho mai creduto al vecchi adagio che recita: "acqua passata non macina più"... E' una realtà insita nel ciclo stesso dell'acqua, pensateci un attimo, pensate all'acqua che non macina più, pensate a quest'acqua che finisce nel mare e che lentamente evapora al caldo dell'estate. Che fine farà? La ritroverete sicuramente sotto forma di pioggia in un temporale estivo alle sorgenti del fiume a monte del vostro mulino. E prima o poi passerà di nuovo di là, macinerà ancora e inevitabilmente la riconoscerete di nuovo e di nuovo la vedrete scorrere via, senza poter fare nulla per trattenerla. Ma in fondo vi piacerà comunque vederla passare, vi farà comunque capire che siete ancora vivi, che in fondo oltre al piacere di godervi un'estate diversa dalle ultime passate, oltre al pensare semplicemente a riposarvi per affrontare nuovamente la routine mortale del solito lavoro, potete gustare appieno quel sottile dolore misto a piacere delle cose passate che, pur non tornando più, in qualche modo vivono per sempre in un angolo neanche tanto remoto della vostra mente o del vostro cuore.
Al solito le foto c'entrano ben poco (credo) con il post, ma mi conoscete bene, oramai, no? Prometto a quei pochi, ma buoni, che mi leggono di tanto in tanto, un dettagliato resoconto dei miei prossimi 2 viaggi, ammesso che riesca a farli. Uno è relativamente vicino (meno di 10Km), ma ci sarà modo di raccontarne la particolare rilevanza. L'altro, neanche tanto lungo, in terra di Sicilia. Lo so, sono prevedibile e le cose le so in anticipo, ma non è colpa mia, sono fatto così, e per giunta mi disegnano *anche* così, al contrario di Jessica Rabbit...

lunedì 4 settembre 2006

Poche idee, ma ben confuse...

Dai, Guru, non dirmi male... La nostra montagna non si vede un granchè, da qui e la foto è stata fatta con un misero cellulare. La prospettiva dal mare è tutta un'altra cosa, già, ma cos'è una prospettiva in senso lato? Siamo abituati a vedere le cose da diversi punti di vista, ma ci abituiamo a far finta di guardarle come se le vedessimo sempre dallo stesso punto di osservazione, come se non cambiassero o non cambiassimo mai posizione. Certo, nel caso di una grande montagna non è che ci sia molta scelta, possiamo guardarla da lontano, possiamo avvicinarci o metterci più a destra o più a sinistra. Diversa è la storia se decidessimo di osservare qualcosa di meno imponente, così come diversa è la storia se decidessimo di fotografare gli eventi per elaborarli qualche *tempo* più in là. Pensateci un attimo, dimenticatelo e fate passare un po' di anni (con la fantasia, eh!) , cosa ne sarà di quell'evento nella vostra mente? Saranno cambiate un po' di cose o tante cose intorno a voi, magari sarete cambiati anche voi, saranno successe altre cose, alcune piacevoli, altre un po' meno e comunque ci si sarà adagiati in quel caro vecchio luogo comune secondo il quale *quello che non ci uccide ci rende più forti* (mah!). Bene, è ora di tirare fuori il vecchio evento e di guardarlo da un'altra prospettiva... Tutto ok? Qualcuno ci ha provato? E' aperto il sondaggio, fatemi sapere, se volete ovviamente, che ne pensate.
Non è curiosità, è una delle poche volte in cui il titolo dell'articolo è uguale a quello che penso. E' una di quelle volte in cui provo a fare un po' di ordine. E' una di quelle tante volte in cui forse ho perso una buona occasione per non scrivere qui.