sabato 24 novembre 2007

Manicotti & manicaretti

Sapete una cosa? A volte mi lego ad alcuni oggetti della mia vita, come se fossero parte di me. Avevo un vecchio pandino anch'io, forse ve l'ho già detto, non l'ho mai buttato, nonostante i suoi 450.000 Km, ma non ancora ho il coraggio e la forza di estrarre le foto relative e di gettarle in questo calderone. Un po' forse mi aiuta il fatto che si tratta di foto "normali" e, come è noto, la mia pigrizia mi impedisce di passarle allo scanner. Quindi mi accontento di esibire il mio attuale bolide, una fiammante Marea TD100 color oro del 1996 che mi ha riservato non poche gioie e non pochi altrettanto dolori, a volte una vera "marea" di guai. L'ultima avventura, in ordine di tempo, è durata diversi mesi e mi stava quasi portando sulla via del concessionario per l'acquisto di una vettura nuova, però mi dispiaceva il fatto di separarmene o, più probabilmente, mi dispiaceva mettere mano al conto in banca. Cos'è successo, vi chiederete, di così drammatico? Oddio, forse non ve lo chiederete nemmeno, in fondo credo che non ci sia nulla di interessante in una mia decisione di cambiare macchina... Però è singolare il motivo che mi stava portando a farlo, un motivo dettato da un paio di considerazioni. La mia macchinina, all'inizio dell'estate, aveva aumentato a dismisura la sua fumosità, tanto che non avevo più problemi a far mantenere la distanza di sicurezza a chi mi seguiva. Oltre a questo piccolo dettaglio, ero oramai costretto a fare le salite più banali con la terza e a mantenere un numero di giri superiore a 3500/min (impensabili per un diesel) per evitare la fumosità allo scarico. I vari meccanici che avevo consultato mi avevano detto quello che alcuni medici solgono dire a chi si lamenta per i dolori reumatici, frasi del tipo: "ma hai visto quanti anni ha?" oppure "hai visto quanti Km ha fatto?", non ultimo il consiglio: "non sarebbe ora di rottamarla?". No, non volevo rottamarla e, sconsolato, sono andato dal mio meccanico di fiducia, che vive (bene) delle riparazioni che mi fa, ho chiesto almeno di cambiarmi l'olio e di dare un'occhiata generale ai soliti livelli. Passo il giorno dopo e il meccanico mi dice che ha fatto tutto e che ha sostituito un tubo (secondo lui inutile) dal prezzo irrisorio (?) di circa 80€, oltre ovviamente al lavoro e ad altre piccole amenità da cui è composto il buco nero di un'officina. Dopo aver intonato i soliti canti all'Altissimo, estraggo il portafogli, pago profumatamente la sanguisuga e mi dirigo verso l'autostrada. Con mio sommo stupore la macchinina non fa più fumo, mostra una ripresa impensabile e mi porta in poco tempo a destinazione. Ero talmente felice che quasi colpivo il guard-rail per l'eccesso di foga nel premere l'acceleratore. Dovevo festeggiare in qualche modo, perchè in fondo è stato uno di quei giorni felici che capitano di rado. Sì, perchè non era solamente la macchina a fare fumo e a stentare nelle salite, perchè non era solamente essa che, d'improvviso, cambiando un banale manicotto, aveva ripreso a correre. Occorreva festeggiare e, in fondo, non c'era altro modo che riunire un paio di amici, scegliere una capiente graticola e iniziare il pomeriggio con qualcosa tanto per antipasto. Il resto delle foto ve le risparmio, non sia mai che ci sia qualcuno a dieta...
Ah, un'ultima cosa, ho cancellato dalla lista tutti gli altri meccanici che avevo consultato, perchè mi direte voi? E' semplice: il "banale tubo da 80€" che appare in primo piano nella foto relativa, era "semplicemente" IL MANICOTTO DELLA TURBINA...
Il mio meccanico, invece, non l'ho cambiato. In fondo non sapeva neanche lui cosa avesse fatto, ma l'ho visto come un deus ex machina (è proprio il caso di dirlo, eh?), un po' come la persona che, senza volerlo e senza immaginarlo, aveva in qualche modo cambiato il corso di quella giornata...