giovedì 20 marzo 2008

Quanto ci vuole per tornare a casa?

Non è un periodo molto creativo, questo. Sarà la Primavera o la "Maledetta Primavera" [L. Goggi, op. cit.]? In realtà non sembra propriamente Primavera, oggi. Stavo guardando le gocce d'acqua che scorrevano sulle finestre e ripensavo al freddo appena preso mentre, nel rientrare in città con l'auto, sono stato costretto a parcheggiare piuttosto lontano e con l'unico ombrello a disposizione completamente distrutto dopo un improvviso incontro con la ruota di un autocarro. Il ritorno da Verona è stato del tutto normale e monotono, con poco traffico e con la A14 magicamente poco affollata dai soliti cantieri che spuntano normalmente come funghi.
L'ho visto il balcone di Giulietta, non avevo molto tempo, ma non potevo non andarci. Non so se quella che si vede in foto è davvero Giulietta, anche perchè non si è mai affacciata bene. Però ho un bel numero di dubbi, per una serie di motivi tra cui l'assenza di trecce e i capelli biondi oltre ad altri particolari notati successivamente che sarebbe inutile e noioso descrivere nel dettaglio. Ho colto anche l'occasione per perdermi, come al solito, lungo le stradine della città vecchia e lungo l'argine dell'Adige, anche se stavolta non avevo quell'entusiasmo che mi accompagna solitamente per questi periodici "itinerari-da-72-ore". Non so perchè, forse sarà per il motivo descritto all'inizio del post oppure per una strana stanchezza che mi fa compagnia in queste settimane. Vabbè, non voglio pensarci più di tanto, magari mi verrà in mente più in là, il motivo di tutto ciò. Comunque mi son rimesso in macchina abbastanza soddisfatto dei tre giorni passati e degli appunti presi, con la solita sequenza ho lasciato il parcheggio dell'albergo, non senza aver litigato con il sistema di apertura della sbarra, ho un po' imprecato contro il traffico caotico di (tutti) i centri urbani e, dopo aver mancato l'ingresso dell'autostrada per colpa delle mappe satellitari non aggiornate, ho iniziato un tranquillo viaggio. Tranquillo da tutti i punti di vista, stranamente. Si, stranamente, perchè in genere viaggio poche volte da solo e solitamente le ben note 4 chiacchiere tengono lontano la mente da labirinti contorti e imprevedibili. Stavolta no o meglio "quasi" no. Perchè in 500Km di cose te ne vengono parecchie in mente, le più svariate, che si susseguono con un ordine in genere piuttosto preciso e sequenziale. All'inizio pensi a dove hai messo le sigarette, l'auricolare, il telefono e la carta per pagare il pedaggio. Poi ti ricordi che forse era meglio fare rifornimento prima di entrare in autostrada. D'improvviso rammenti che hai lasciato l'accendino nella giacca che hai lasciato nel bagagliaio e che l'accendisigari dell'auto non l'avevi mai fatto riparare e poi ti fermi e ti vengono in mente altre amenità di questo tipo. Dopo aver risolto il problema organizzativo iniziale cominci a pensare alle scadenze, da quelle più urgenti a quelle più tranquille, fino a quelle incredibilmente lontane, ma a cui comunque pensi, però poco male, sai che non ci sono grosse cose fino a Pasqua, per fortuna. C'è la chiavetta con 4Gb di musica da ascoltare a random e ti rilassi un attimo, magari immagini che quest'anno avrai un po' più di tempo per le ferie e un po' più di voglia per andare in qualche amena località di vacanze, certo, in quel momento guardi la strada e ti immagini in coda su quella stessa autostrada sotto il sole cocente e con il climatizzatore rotto, ma che diamine, un po' di sano ottimismo ci vuole, no? Ti viene in mente anche dell'altro, magari il prossimo post da pubblicare o le prossime foto da mettere sul blog, già, che foto ci metto sul blog? Ah! Si, come no! Ovviamente il balcone di Giulietta, per dare un tocco di romanticismo al tutto, per far credere a tutti che, in fondo, sono anch'io uno stupido sentimentale. Poi che altro? Ecco! Il tachimetro, per dare l'idea del viaggio, per mostrare un frammento di quello che avevo davanti per quasi 5 ore [nota per le Forze dell'Ordine, la lancetta è rotta e non segna la velocità reale ;-)], un compagno di viaggio da guardare sempre con attenzione in questi tempi di tutor, telelaser e altre diavolerie del genere. E infine? Che altro? Giusto! Me l'avevano pure ricordato che nell'ultimo post avevo dimenticato un elemento importantissimo, stavolta ce ne metto due, così posso mostrare ciò che mi ha saziato a metà circa del viaggio e quello di cui mi sono rimpinzato dopo esser tornato alla base...
Non manca niente, vero? Magari fosse così, magari non mancasse nulla. C'è tutto il resto, ci sono tutto il resto dei pensieri che sono rimasti confinati tra l'autoradio, le notizie sul traffico e il soffitto della mia Marea dorata. Qualcosa l'ho fatta sfuggire, di tanto in tanto, semplicemente aprendo il finestrino per far circolare l'aria e per far uscire le nuvolette di fumo che si producevano di tanto in tanto...
Un'ultima chicca, m'è venuta in mente così per caso. Ho dato uno sguardo alle parole chiave con cui qualcuno è arrivato fino a me... Uno spasso, davvero. Soprattutto perchè alcune chiavi di ricerca son davvero curiose (no?).
1. cercatedicapire
2. capire
3. guardando in lontananza mi perdo
4. theswon
5. traduzione j'entends siffler le train
6. " vecchie botti"
7. "dalla testa ai piedi"
8. "fuoco sulla collina"
9. "le trombe
10. avvitamenti
11. carta da parate modello moya
12. cercate di capire
13. cercate di mettere un po' a posto
14. cercate una moto
15. cocullo 1 maggio
16. come capire l' interesse di un ragazzo
17. dettagli che fanno capire
18. differenze tra movimento statica lentezza
19. fco metallo
20. frasi di delusioni amico che ruba a casa mia
21. guardando in lontananza mi perdo...
22. il diavolo sulle colline
23. imparare ad ormeggiare la barca
24. ivan graziani fuoco sulla collina significato
25. j'entends siffler le train traduzione
26. j'entends siffler le train traduzione italiano
27. manicaretti
28. penne all arrabbiata storia
29. quanti km dura un auto
30. siffler le train traduzione
31. significato delle canzoni di fuoco sulla collina
32. traduzione testo j'entends siffler le train
33. tuffi papere
34. zuppa di peperoni arrosto

giovedì 13 marzo 2008

Illuso, romantico e fesso...

Non avevo sognato un giardino e non avevo neanche fumato, il testo finale di una nota canzone di un noto e scomparso cantautore italiano mi è venuta in mente così, per caso. In realtà non era per caso che stavo percorrendo la A14 da Sud a Nord-Est, era semplicemente per uno di quei viaggi a sorpresa, ma d'altronde, come mi ha detto il mio capo quando me ne ha informato 12 ore prima, siamo sotto Pasqua e quindi le sorprese vanno accettate come regali. Non ho pensato belle cose di lui, in quel momento, ma comunque ho caricato il notebook di tutto quanto mi potesse essere utile, ho fatto una rapida valigetta da 72 ore, ho riempito il serbatoio della mitica Marea dorata (cavolo com'è aumentato il gasolio!) e sono partito. Non che mi dispiacesse particolarmente, anzi! Un viaggio solitario di 500Km è l'ideale per rimettere ordine tra i pensieri, guidare mi rilassa, soprattutto quando non ho fretta e posso magari fermarmi a guardare un'attimo quello che c'è intorno a un'autostrada percorsa tante volte. Sì, la puoi percorrere quante volte vuoi, ma ci sarà sempre qualcosa che non hai visto, qualcosa che non hai notato o qualcosa che ti è sfuggito, perchè 500Km sono abbastanza lunghi da volerci una vita per poterli osservare tutti, palmo a palmo e perchè, inoltre, non è che ti puoi fermare spesso lungo un'autostrada, quelli che ti seguono non sarebbero tanto d'accordo. Che guaio, però. Mentre riflettevo su questo, mi è venuto in mente qualcosa di simile, pensando agli anni passati. Mi è venuto in mente che sarebbe bello, a volte, riprenderne un segmento temporale, riesplorarlo lentamente e provare a coglierne gli attimi che sono sfuggiti o che sono passati accanto troppo velocemente. Però è lo stesso, anche un frammento di vita sarebbe troppo lungo per poterlo esplorare tutto, forse è meglio così, magari va bene anche dare uno sguardo ogni tanto agli specchietti retrovisori, almeno per guardare chi va più veloce di noi e ci chiede strada. Non ho fretta oggi, cerco di non averla mai, andate avanti voi, io mi fermo un po' a guardare il panorama, anzi, mi accendo pure una sigaretta e spengo il navigatore. Si, lo spengo, che non gli venga in mente di dire, come già avevo accennato tempo fa, "tornate indietro, quando potete...".