lunedì 26 maggio 2008

Event(ually?)

Ce ne sono tanti di eventi e ricorrenze che di tanto in tanto ci tornano in mente, vero? Compleanni, anniversari, matrimoni, comunioni, e chi più ne ha più ne metta, passando anche per eventi meno piacevoli o decisamente tristi. Pensavo a questo ieri, mentre mi preparavo a passare una di quelle giornate che solitamente fissi nella memoria e in qualche album di fotografie. Pensavo alle solite cose, tanto per continuare ad essere monotono, una volta era un po' più difficile ritrovare tutte le foto e tutti gli eventi. Dovevi aprire uno scatolone o un armadio, tirare fuori tutti i raccoglitori, sfogliarli, spesso uno a uno, fino a trovare quello che andavamo cercando. Adesso è più facile, anche chi non è sufficientemente ordinato può facilmente con un click trovare quello che cerca, è fin troppo facile scandagliare un archivio digitale e rivedere in un'ordinata e rigorosa scansione tutti i ricordi fissati in un set di foto. Che bella la tecnologia, vero? Belle anche le foto digitali, fai uno scatto, vedi se va bene e decidi se tenerla o cancellarla, molto meglio dei vecchi negativi, per i quali era necessario aspettare almeno un paio di giorni o più, prima di vedere quale capolavoro (si fa per dire) o quale obbrobrio si fosse immortalato sulla pellicola. Davvero molto meglio? Chissà quante foto apparentemente insignificanti in un determinato istante sarebbero state cancellate, chissà di quante sensazioni ci avrebbe privato una tale "epurazione a priori". Forse è per questo che non cancello neanche le foto digitali uscite male, forse è anche per questo che dovrò decidermi a cambiare l'hard disk del mio notebook. Sì, perchè le foto digitali me le porto tutte dietro, non si sa mai, dovesse capitarmi di restare isolato per giorni in qualche località straniera...
Ok, mi sto facendo prendere la mano da argomenti che c'entrano poco con il filo conduttore del post, ma in fondo forse non ce l'avevo un filo conduttore. Stavo provando a farmi guidare da ciò che resta di una serie di emozioni e sensazioni odierne, ce ne sono tante di sensazioni, alcune descrivibili, altre un po' meno, forse perchè lontane nel tempo, forse perchè difficili da ricordare per il numero di anni passati, per la difficoltà a focalizzarne i contorni o semplicemente per quello schermo protettivo che alcuni di noi costruiscono con il solo scopo di difendersi da ricordi non del tutto allegri. Come al solito il rischio è anche quello di "dimenticare" i ricordi piacevoli, ma si sa, non si può avere tutto dalla vita, no? L'ho imparata tardi la lezione, ma poi non so se l'ho veramente imparata. Le mie fughe mentali continuo tranquillamente a farle, alcuni dei vecchi ricordi, sotto forma di foto, scritti e oggetti, continuo a tenerli per quanto possibile nascosti, ma la tentazione di dare ad essi un'occhiata è davvero forte, anche se alla fine si raggiunge un buon equilibrio, tutto sommato. Però è certezza o solamente sensazione di averlo raggiunto quell'equilibrio? Ho avuto anche il dubbio, a volte, di arrampicarmi un po' sugli specchi, mentre cercavo di insegnarlo ad altri, per motivi "istituzionali" o semplicemente per provare ad essere utile. No, alla fine non sono stato molto utile in questo, di lavoro da fare ce n'è ancora molto, credo... Così come ho molto lavoro ancora da fare per passare allo scanner i vecchi negativi tradizionali, le vecchie diapositive e i vecchi fotoritratti. Come quello qui a lato, scattato davvero in bianco e nero, in uno studio fotografico che non esiste più (qualcuno potrebbe anche pensare che io porti sfiga, eh!), una foto che non ricordavo nemmeno di aver fatto, ma in fondo può succedere che i 35 anni passati dalla luce di quel flash portino con sè un minimo di sano oblio, no?
Ecco, ora mi sono accorto che il layout è in verticale, avevo previsto meno testo da scrivere e oramai mi tocca dilungarmi, ma potete tranquillamente saltare queste ultime righe, hanno solamente uno scopo estetico e non contengono alcun significato compiuto. In fondo forse è così anche per le righe precenti, anche per i post precedenti, ma ad essere sincero ho preso questo vizio e, per ora, non riesco a togliermelo. Forse è più facile che qualcuno o tutti, un po' alla volta, decideranno di togliersi il vizio di leggermi... soprattutto quando scrivo qualcosa nel momento in cui lo "ieri" diventa "oggi" e in quest'"oggi" c'è già una parte del ricordo sicuramente felice, certamente gioioso, ma inesorabilmente velato di malinconia di quello che è successo "ieri"...
Però ero bello a 10 anni, vero?

mercoledì 21 maggio 2008

Venite e vedrete...

Titolo impegnativo, vero? Una vecchia canzone di Neil Young diceva, tra una strofa e l'altra, "there's more to the picture/than meets the eye...". Non ho alcuna intenzione di offendere l'intelligenza e la cultura dei più, la frase si spiega e commenta da sola. Ho perso un po' di tempo per guardare le foto che avevo fatto in questa insolita trasferta, insolita perchè in parte inaspettata. Ho perso un po' di tempo per scegliere quali mettere in questo post e, di conseguenza, non ne ho scelto che due, quelle che in qualche modo rappresentavano un po' le immagini che mi avevano colpito per l'occasione. Paradossalmente le foto non sono neanche state scattate a Paestum, meta del viaggio e luogo del solito soggiorno improvvisato. Tra l'altro posso serenamente affermare di aver soggiornato in uno dei peggiori alberghi che io abbia mai incontrato nel mio cammino. Sì, anche a Skopje la stanza era migliore, però in fondo non posso neanche lamentarmi, visto che non pagavo io :) Avrei dovuto intitolare il post in maniera diversa, che so, chiamarlo "Paestum 2 (la vendetta)", ma non mi andava, così come, al di là dell'interesse specifico legato al motivo del viaggio, mi ha entusiasmato meno che meno il rivedere quel posto già conosciuto e davvero desolato in questo periodo dell'anno. No, non è stato questo il motivo che mi farà ricordare il viaggio, i motivi sono altri, al solito più che incomprensibili per chi non mi conosca da almeno 20 anni. Motivi che si intersecano con le decisioni di altri, soprattutto se la macchina la portano loro e, soprattutto se ti sono gerarchicamente più in alto.
Forse è stata anche questa la causa della mia mancanza di entusiasmo, questa volta, forse perchè preferisco sempre andare con i miei mezzi e, se possibile, da solo. Buffo, no? Quando vado da solo mi perdo spesso (e volentieri), di solito ce la metto tutta per perdermi un po', per sbagliare strada, per farmi beffe del navigatore. Se non sono da solo, cerco di avere un po' di comprensione per chi siede con me, cerco di evitare al mio compagno di viaggio l'ansia di una (finta) perdita di orientamento e cerco di fare la strada più dritta possibile. Quando viaggio con uno dei "capi", cerco di evitare di tirar fuori la parte di me che si perde per strada, per paura di fare figuracce, ma oramai anche loro mi conoscono bene, si sono abituati e, a volte, mi assecondano pure nelle mie manie di pseudo esplorazione. D'altra parte sono bravo (e anche molto narciso) e un po' di cose (anzi, tante) me le perdonano pure...
E' stato il "capoccione" che mi accompagnava che, inaspettatamente mi fa: "che dici, [Try], ce la facciamo una puntatina ad Amalfi? E' ancora presto e c'è un bel ristorantino lì, ne vale la pena". Secondo voi potevo farmi sfuggire l'occasione di finire la giornata nella solita maniera culinaria? Cero che no, la tentazione era troppa. Eppure c'è sempre qualcosa di imprevedibile, qualcosa di inaspettatamente sorprendente anche nelle cose che sembrano più innocue. Era ottimo il ristorante, sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista gastronomico, la giornata era anche calda e piacevole, c'erano già i primi turisti pronti per il mare. Ma qualcosa, come al solito, era lì nell'aria, sotto forma di suoni, colori, profumi e sensazioni. Siamo ripartiti abbastanza presto, c'era un bel po' di strada da fare, ma nel mettermi alla guida dopo aver accuratamente evitato di assumere alcolici (uno di noi due doveva farlo per forza), mi è venuto in mente qualcosa e ho detto al capo: "sai, capo, non c'è solo un bel ristorante qui, io ricordo che c'era anche un bell'albergo...". Non ha tardato molto la risposta, la solita, quella che oramai tutti conoscono, ma che in questo caso si è concretizzata in un "pensa a guida', chè la strada della costiera è insidiosa e piena di curve...". E' vero, aveva ragione, per fortuna avevo pure gli occhiali scuri (per il sole, no?). Ho pensato al solito pescatore, chissà che avrebbe detto e che avrebbe pescato nelle acque del Tirreno, io ho pescato solo la solita sigaretta dalla tasca, ho preso il solito accendino e ho tirato un paio di boccate con il solito finestrino aperto... bello il panorama, ma qui ad Ovest il sole sul mare è un tramonto, non un'alba.

mercoledì 14 maggio 2008

Ostriche a Fiumicino

No, amici, non sono uscito improvvisamente di testa, almeno non più del solito. Cercavo un titolo per il mio post che non c'entrasse nulla con il testo che stavo scrivendo. Sì, lo so che è quello che faccio normalmente, ma questa volta non avevo sufficiente fantasia e così ho dovuto far ricorso ad uno stratagemma che si è presentato all'improvviso, autonomamente e, peraltro, senza preavviso. In fondo però succede così per molte cose, alcune piacevoli, altre un po' meno, altre da dimenticare del tutto. Oggi stavo rileggendo un po' delle cose che ho scritto nei quasi tre anni di vita di questo foglio di appunti virtuale. Certo che ne ho scritte di cavolate, per non dire altro, però è bello rileggerle, in fondo. Sì, è un po' come sfogliare un vecchio album di foto o il vecchio quaderno delle medie (ve l'ho detto che conservo quasi tutto, vero?). Il guaio è che uno tende a rileggere le cose che ha scritto e a guardare le foto che ha fatto con lo stato d'animo del presente, dimenticando in parte quello che provava durante la scrittura/scatto originale. L'altra cosa curiosa è che ci sia stato (e ci sia) anche qualcuno che le legga, le cose che scrivo. Vi confesso che c'è stato un momento in cui pensavo di chiuderlo, il blog, ma non ci sono riuscito. No, perchè oramai era già diventato come una delle altre cose che mi porto dietro da tempo, mi ci sono affezionato e fa parte di me. Poi è venuta fuori anche la parte "narcisa" della mia personalità e mi è venuta in mente la possibilità che sarei potuto mancare ai miei lettori, non avrei potuto di certo perdonarmelo :) quindi resto qui, continuo a dilettare chi avrà il piacere di passare da queste parti con le mie sensazioni, con un cumulo di frasi a volte forse anche senza senso, con qualcuna delle mie impressioni di viaggio, ma in fondo, volendo anche usare uno dei soliti ed abusati luoghi comuni, che cos'è la vita se non uno di quei misteriosi viaggi nei quali non sai mai quali strade troverai? Larghe e scorrevoli, a volte trafficate, qualche volte sconnesse e piene di buche. E se il motore si guasta? Se le sospensioni cedono? Se i fari non illuminano abbastanza? Se il manicotto della turbina si buca? Beh, ce ne sarebbero diverse di soluzioni. Ligabue (il cantante, non il pittore...) parlava delle "strade troppo strette e diritte", quelle in cui non si può cambiare rotta o sdraiarsi un po', secondo me un po' di tempo per fermarsi a riflettere c'è sempre modo di trovarlo, anzi, è meglio trovarlo, soprattutto perchè non si può cambiare rotta se non ci si ferma un attimo, si rischierebbe di non vedere in tempo l'indicazione giusta, di mancare l'uscita desiderata e di doversi sentir dire la solita frase dal maledetto navigatore che sotto le gallerie nemmeno funziona: "tornate indietro quando potete". Lo sapete che cosa significa una frase del genere in autostrada, no? Di solito significa farsi inutilmente almeno altri 50 chilometri, se tutto va bene...
Ah, dimenticavo, dove ho preso il titolo del post? Eh, chiedetelo all'unico visitatore che è riuscito ad arrivare fin qui utilizzando quella chiave di ricerca. Per ora non ci vado a Fiumicino a vedere se ci sono negozi di ostriche, per ora (domani) mi accontento di questo simpatico viaggetto fino a Paestum, sperando di avere abbastanza tempo per assaggiare qualche bella bufala (nel senso di mozzarella, ovviamente...).

sabato 10 maggio 2008

Chain (Of silver? Of gold?)

REGOLE:
1- indicare il Blog che vi ha nominato e linkarlo
2- inserire le regole di svolgimento
3- scrivere sei cose che vi piace fare
4- nominare altre sei persone che proseguano la catena
5- lasciare un commento sul blog dei sei bloggers prescelti


Che lavoraccio...:
1) E' stato ricevuto da: Mami che ringrazio calorosamente (si, davvero :);
2) vedi sopra;
3) ecco le sei cose che mi piace fare:

a - disegnare casette in collina al tramonto con gli uccellini che svolazzano, magari insieme ai bimbi, per far loro capire come NON si disegna :D ;
b - sognare di essere al largo su una nave mercantile ad ascoltare la radio (ad onde corte);
c - viaggiare (e di notte con i fari illuminare chiaramente la strada... ecc., ecc.);
d - provare a "sentire il profumo di tutte le cose e la loro realtà tattile", però con l'ingenuità e la curiosità che avevo più di 30 anni fa (beh, me n'è rimasta ancora di curiosità, ma i "filtri mentali" tendono a offuscare i risultati delle scoperte...;
e - fare un po' di sane e inutili chiacchiere intorno ad un fuoco acceso con (ovviamente) un bell'arrosto in fase di cottura (per non parlare delle bevande...);
f - (rullo di tamburi...) "last but not least", riuscire a leggere "il piccolo principe" senza sprecare troppi fazzoletti (un giorno ci riuscirò, è una scommessa con me stesso :D)...

4) passerò la chain e il messaggio sul loro blog a:
Sig. Meibi (e che se la scampava?)
Lia (sperando che rimanga un po' più a lungo);
Fata Oscura (sperando che non mi fulmini con qualche incantesimo...)
Mawiapia... (scusami, ma stavolta non ho potuto farne a meno)
Moya SE4 (la giusta punizione per essere "sparita" :)
Lo Psicotaxi di Raffaella (era un po' che non ci si leggeva e mi serviva un modo per diventare antipatico :))

5) fatto!

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ADDENDUM

Ovviamente ho tralasciato tante altre cose, ovviamente forse ho tralasciato quelle più importanti. Ma chi mi conosce lo sa. Le cose importanti cerco di scriverle tra le righe, altrimenti il blog si chiamerebbe "Avete Già Capito" e non "Cercate di Capire", no?

Non poteva mancare una foto, sarebbe stato un sacrilegio. Ma come al solito non ho tantissima fantasia...

venerdì 2 maggio 2008

Dare la precedenza ai serpenti...

Per quanto il titolo possa trarre in inganno, in esso non c'è nessun doppio senso, sia esso voluto o casuale. No, è solo che ho un po' di foto da inserire in questo post e, di conseguenza, mi toccherà essere più prolisso del solito. Non che la cosa mi riesca male, anzi, però mi auguro che qualcuno un giorno mi chiederà anche il resto delle foto che non ho pubblicato. Sarò ben lieto di regalare tutta la collezione, magari deciderò di dedicare una didascalia ad ogni foto, per renderne comprensibile il significato che, altrimenti, resterebbe oscuramente sepolto in quella che è la mia tenebrosa e labirintica mente. Sì, labirintica, ma non come vanto, perchè è così labirintica che a volte mi ci perdo anch'io, imboccando strade sconosciute e, soprattutto, non riuscendo a trovare facilmente la via d'uscita. Comunque, per tornare all'argomento principale del post, come avevo già detto precedentemente, il primo giovedì di maggio sono andato in quell'amena località montana dove da anni si ripetono due tradizioni: la prima, più importante, è l'arcinoto rito dei serpari con tanto di celebrazione religiosa, processione e contorno di foto con serpenti al collo; la seconda, meno nota, è rappresentata dal mio personale pellegrinaggio in quel luogo, ma non nella chiesa, che pur merita davvero una visita (magari non in una giornata come questa) e neanche nei luoghi sacri limitrofi, ma semplicemente nella vecchia stazione di quel posto, la solita vecchia stazione di montagna che conserva, per chi ha voglia, fiato e un sufficiente grado di fessaggine, un fascino tutto particolare. Qualcosa però è cambiato, ma si sa che tutto cambia, no? L'ho detto ad un amico che ho incontrato lì, gli ho detto: "non ti sembra che ci sia qualcosa di diverso da quella volta che ci venimmo?". Lui me l'ha data una risposta, significativa, a suo modo, per certi versi anche profonda e riflessiva, in linea con chi ha davvero una mente acuta e fertile, ma non ve la dico ora, la risposta. Non ve la dico sennò rischiate di non leggere il resto di questo delirio letterario (ci credo slo io, eh!). In realtà io me ne aspettavo un'altra, di risposta, qualcosa di più articolato, forse perchè io pensavo a quel primo maggio del 1986... una vita fà, vero? In fondo ci penso qualche volta, quelle volte, per dirlo alla De Gregori, "quando la notte scende e 'mi' si gelano le braccia...", ma poi mi passa, in fondo non sono mai stato un tipo freddoloso, la permanenza in luoghi decisamente glaciali mi ha temprato ulteriormente e, qualche volta, riesco anche a far finta di essere immune ai venti di tramontana dei ricordi anzi, sapete una cosa? Faccio anche finta di poterli utilizzare per andare avanti con il vento in poppa... ma l'andatura di poppa non è mai il massimo, forse perchè, dalla mia minima esperienza di windsurf (con conseguente ustione dei piedi, ma questa è un'altra storia, ve la racconterò prima o poi) ho imparato che è una delle andature più instabili, una di quelle andature nelle quali se ti distrai un attimo o se un amico ti chiede: "oh! come va, tutto bene?", rischi di finire rovinosamente in acqua mandando all'aria un così bel rientro in porto. Beh, anche in quei casi tutto sommato si riesce a tornare a riva o sul muretto della banchina, magari ci si asciuga un po' le piume e, magari, qualcuno è lì pronto a portarti qualcosa di caldo per rimetterti un po' in piedi. Ma non è quello che aspetto, di solito il colpo di grazia me lo dà il solito vecchio pescatore, quello che oramai conoscete anche voi e che viene lì, mi guarda, si accende la sigaretta, me la passa e si siede lì di fianco. Che mi dice? Una delle sue solite frasi, magari del tipo: "non ci pensare, pensa alla salute!". Ecco, una volta gli ho detto: "scusami, tu mi dici pensa alla salute e mi dai una sigaretta, non ti sembra un controsenso? Dicono che il fumo uccida lentamente!", quella volta si è alzato pensieroso e si è allontanato di un paio di metri, di spalle. Io ho pensato: "ecco, stavolta l'ho messo in difficoltà", ma è stato un'attimo, perchè lui si è girato ed è tornato, ha tirato un paio di volte e, guardando il largo, mi ha detto: "ma perchè, tu hai fretta?".
Ecco, stavolta sono stato quasi prolisso, ma in fondo vi avevo avvertito. Avevo anche promeso di rivelarvi la risposta del mio amico circa la stazione di Cocullo. Ma oggi no, oggi si fanno solo promesse da marinaio... e poi anche questo avevo detto, il testo stavolta è assolutamente insignificante, era solo la scusa per inserire le foto, compresa quest'ultima che mostra solamente l'inizio della conclusione di quella giornata.