domenica 31 agosto 2008

Dove si va, oggi? Ma, soprattutto, perchè si va?

Stavo rovistando uno degli scatoloni che molti di voi già conoscono, ma non vi dirò quale dei due... Comunque, in quel rovistamento sono uscite fuori tante cose (come direbbe T. Ferro, che non è che poi sia uno dei miei artisti preferiti: "case, libri, auto, fogli di giornale...), dicevo, tante cose, compreso una vecchia radiolina AM del 1970, un cellulare ETACS del 1995 e un accordatore d'antenna con misuratore di ROS/Watt (eh, buon divertimento con Google, ahahah). Ma tutto questo non mi aveva creato grossi problemi o preoccupazioni, no, era semplicemente un modo per strappare a me stesso un po' di sorrisi in questo pomeriggio di fine estate, si, perchè oramai l'estate è finita e mi diverto un mondo a dirlo per creare quella sana depressione post-solstizio a quei pochi che decidono di leggermi. Comunque, per tornare a bomba (da non confondersi nè con Bomba, nota località amena fornita di lago in provincia di Chieti, nè con la bomba, nota pasta fritta solitamente ripiena di crema) stavo rovistando nello scatolone e d'improvviso è sbucato fuori un libro che ricordo di aver letto quando avevo "ancora" 16-17 anni. Un bel libro, se devo essere sincero, ma uno di quei libri che avrei il terrore di vedere in mano ad un mio eventuale discendente che abbia la sventura di trovarsi in quella fascia di età che, se non faccio male i miei calcoli, potrebbe essere intorno alla post-adolescenza. Perchè, direte voi? Non lo so, in fondo ognuno di noi è condizionato nelle proprie scelte di vita, di lavoro e di abitudini, da ciò che ha vissuto, visto, letto e ascoltato in tenera età. Beh, forse adesso mi sto spingendo troppo in un campo che non è il mio e, nei campi non propri, si rischia sempre di affondare tra le zolle zappate o di venir presi di mira da una saporita scarica di fucile caricata a sale... Ok, mi fermo qui, non avevo velleità letterarie, oggi (vabbè, non è che in generale io ne abbia mai avute). In fondo mi serviva solamente un modo "elegante" per concludere il mese di agosto in maniera dignitosa.
Ah, dimenticavo, il titolo del libro... non ve lo dico, so' dispettoso. Posso però dire che si tratta di una sorta di trilogia e che il racconto "centrale" si intitola "il diavolo sulle colline".
Bello l'incrocio su cui mi son trovato davanti, vero? La centrale eolica, invece, sapete oramai molto bene quale significato abbia, no?

domenica 24 agosto 2008

Bandiera rossa...

Non fatevi ingannare dal titolo, non v'è alcuna velleità politico-ideologica in quello che scrivo e, in generale, non ve n'è proprio alcuna in assoluto, di velleità...
È esperienza comune il fatto che a volte se ne facciano tanti, di programmi, a breve, medio e lungo termine. Ieri ne avevo fatto uno a breve, per esempio. Contavo di andare a pesca in alto mare, avevo anche sistemato tutta l'attrezzatura, fatto il pieno alla barchetta e preparato le canne (da pesca, eh...). Tanto per non appesantirmi troppo, ieri avevo anche rinunciato ad un bell'arrosto cucinato "in diretta", anche per evitare il rischioso mal-di-testa-post-montepulciano. Ho rinunciato anche alla tv e, sul tardi, ho fatto un salto al molo Nord, per dare uno sguardo al mare, anche se di notte si vede ben poco e nonostante il fatto che, di notte, abbia tutto un aspetto un po' inquietante. Cerco le sigarette (vizio malefico, devo smettere prima che esse "smettano" me), osservo ancora un po' il cielo, quasi a cercare indicazioni e previsioni per domani. C'è una leggera brezza, di terra o di mare? Non l'ho mai capito, me lo farò spiegare di nuovo prima o poi, da quella mia amica che sapete, quella che conosce i venti e le correnti. Comunque, per tornare a noi, la leggera brezza sembrava davvero di buon auspicio e, felice di questo, continuavo la ricerca delle sigarette, dove diavolo le avrò messe? Ah! Eccole qua. Ora ci vuole l'accendino, introvabile anche quello, uff... Mi appoggio alla ringhiera del molo, sconsolato, ma chi arriva a quel punto? Si, proprio lui, il vecchio pescatore, venuto qui per tentare qualche cattura in notturna. Mi guarda, posa le lenze a terra e accende la sua sigaretta, scruta pure lui l'orizzonte, ma non mi chiede perché io sia lì, forse perché lo sa, infatti me la passa, la sigaretta, si gira di nuovo verso il mare e verso me e dice: "che vuoi fare come l'altra volta? Nel caso portati un accendino antivento, ad avvisare chi ti dovrà ripescare ci penso io...".
Faccio un gesto "scaramantico" e lo saluto. Aveva ragione, però. Lui ha sempre ragione, adesso sono qui, a riva, a guardare le onde di un mare impraticabile e le bandiere rosse dello stabilimento e, in fondo, a capire che comunque ho ancora tempo per riprovarci ad uscire, magari senza contarci troppo il giorno prima, magari provando a non caricare il domani con aspettative troppo fantasiose.

giovedì 7 agosto 2008

Candele

Ce ne sono tanti di momenti e di giorni in cui uno vorrebbe avere un po' di oscurità, tanto per sdraiarsi un attimo e lasciare la mente a spasso o a riposo, dipende dai punti di vista. Chi è che diceva che "il sonno della ragione genera mostri"? Non me lo ricordo più o forse non me lo voglio ricordare o forse non ho voglia neanche di cercare su google. Sì, oramai a tutto c'è una risposta, oramai non abbiamo quasi più neanche il beneficio del dubbio, perchè basta mettere quello che cerchiamo sulla famosa finestrella per avere, o aver l'impressione di avere, tutte le risposte. Però non è così per tutto, ovviamente. Ci sono cose a cui non riusciremo mai a dare una risposta oppure, semplicemente, ci sono cose a cui una risposta ce la siamo già data, magari sbagliata, però è la nostra e non abbiamo nessuna voglia di trovare qualcuno o qualcosa che ce ne dia una diversa da quella che già conosciamo. Accade come al solito su alcuni dei fatti del passato, di quelli soprattutto che pensavamo o volevamo andassero come ce li eravamo immaginati, sperati, sognati. Poi accade qualcosa, in genere, che ci cambia le prospettive, che ci porta su un'altra strada, imprevista, diversa, magari piena di curve non segnalate in precedenza e, a volte, anche più impervia, alla fine... ma a volte semplicemente più interessante e soddisfacente semplicemente per non dare l'impressione di aver trovato qualcosa di diverso da quello che ci aspettavamo. E' un po' come quando soffiamo sulle candeline di una torta, quando aspettiamo che tutti intonino il solito canto augurale, quello che ci dona sentimenti e sensazioni diversi, variabili a seconda del nostro stato d'animo del momento o di tutta una vita. Certo, se uno sostituisse le solite candeline con le candele della foto sarebbe un vero spasso, soprattutto perchè sarebbe difficile spegnerle tutte insieme e sarebbe anche diversa la sensazione nell'avvicinarsi troppo. Una candela di cera al massimo ti brucia. L'altro tipo di candela darebbe una sensazione certamente più elettrizzante, no?
Un altro giorno di bilanci, oggi. Ma non perchè mi vada di farli, non perchè sia necessario farne. No, semplicemente perchè ci sono giorni in cui essi vengono da sè, pronti a farsi analizzare con calma e pronti a crearti qualche momento di sano o insano dubbio. Ok, non so che farò oggi, andrò in barca? In montagna? In auto a fare qualche chilometro qua e là, tanto per passare in qualche posto nel quale non passo da tempo? Vedrò più tardi, magari mi verrà qualche idea in più, soprattutto per arrivare alle 24,00 tutto intero (bella la centrale eolica, vero?). Avevo messo "candele" su google, cercavo una candelina azzurra a forma di clown sdraiato, ma avete visto qual è stato il risultato, no?