giovedì 25 settembre 2008

Milano addio...

Avete ragione, non so mantenere le promesse, avevo detto che non avrei più detto "addio" nominando una città, a meno che non fossi andato nella famosa città nella quale più volte si è detto "addio". Di solito tutto ha un motivo e una spiegazione, ma non nel mio caso, perchè quello che scrivo a volte fa parte di un mondo che neanch'io conosco fino in fondo. Poi capitano gli imprevisti che, a volte, sono dei finti imprevisti, finti perchè un po' dovevamo aspettarceli e, soprattutto, fintamente (si può dire "fintamente"?) imprevisti perchè un po' forse desideravamo pure che le cose andassero così. Comunque, per non tirarla troppo per le lunghe, mi sono preparato alle solite 72 ore, questa volta a Milano, una delle mete più battute negli ultimi 5-6 anni, con tutto l'entusiasmo di un viaggio mai fatto, lavando la macchina, cambiando l'olio e mettendo i pneumatici alla giusta pressione (ant=2,1; post=2,3). Cosa mancava? Ah, si! L'ecopass per milano, una multa da 81 eurozzi non volevo proprio metterla in conto. Ma poi perchè? In fondo tutto il viaggio si sarebbe svolto fuori dai varchi della cerchia dei Bastioni. Avevo anche in mente grandi progetti, compreso il fatto di visitare posti non visti per anni, incontrare persone conosciute e non (mi perdonerai per non essermi fatto sentire, carissima navigatrice dei fiumi d'asfalto di quella metropoli? :)). Poi ho cominciato a guidare, con le cinture allacciate, le luci accese e il biglietto dell'autostrada appena preso (no, non ce l'ho il telepass, sembrerà strano ma non ce l'ho e non lo voglio, per ora. Prima o poi vi dirò anche perchè). Passano i primi 100Km, poi altri 100 e poi una sottile sensazione difficile da definire. Sconcerto? tristezza, nostalgia? malinconia? No, non lo so, però è cominciato tutto guardando fuori dal finestrino le spiagge deserte prima del Conero... Cosa mai ti passa per la mente, direte voi e, in fondo, avete anche ragione, un po' scemo mi ci son sentito. Però mi sono venute in mente tutte le volte che, da piccolo e in treno, mi sarebbe piaciuto fermarmi per bagnarmi i piedi in quell'acqua sconosciuta, poi sono passati gli anni, non ci ho più pensato e invece ora la tentazione mi è tornata, ma stavolta non avevo tempo o, forse, non avevo voglia. Forse volevo mantenere vivo ancora quel desiderio irrealizzato per tenerne viva la voglia di realizzarlo, prima o poi. Di contrasto pensavo a quante cose, invece, avevo visto e non avrei più rivisto, quanti posti, quante persone, quante sensazioni... No, non ci si può distrarre alla guida, non ci si può fermare, oggi. Non è proprio giornata, non è giornata per fare foto e non è giornata per pubblicarne altre, oltre a quella, stavolta solitaria, che vedete in cima al post. Un'immagine che mi ha fatto sorridere, nel momento in cui ho pensato che, alla fine, le automobili sono pure fortunate, una lavata e via la polvere, un giretto dal carrozziere e via le ammaccature. Noi mi sa che non l'abbiamo la stessa fortuna e ci sono volte in cui non so davvero se sia un bene o un male.
[... ci siamo quasi per il "padre di tutti i post, cominciate a far rullare i tamburi :) sempre che siate ancora in numero sufficiente, a sopportarmi ancora]