lunedì 29 dicembre 2008

Dubbi, incertezze, indecisioni & Co.

Mi sono accorto solo oggi che è dal 21 novembre che non scrivo nulla su questo blog, strano, eh? Nel senso, non che sia strano il fatto che io non scriva da allora, ma è strano il fatto che me ne sia accorto oggi e che la cosa mi abbia dato anche un po' di fastidio. Quel sottile disagio dovuto al fatto che di cose da dire, in fondo, ne ho molte e non ne ho nessuna. Dipende dai punti di vista, dipende dalla voglia che ho di rileggerle successivamente, dipende dai feedback negativi e positivi che ricevo. Comunque, morale della favola, non so ancora cosa scrivere qui sopra oggi, però ho iniziato e, come tutte le attività, i lavori e gli esercizi, uno degli obiettivi che a un certo punto della mia vita mi sono fissato di "provare" a raggiungere, è il termine di qualunque cosa iniziata, non importa se essa sia iniziata bena, male o semplicemente così-così. Avevo pensato di scrivere qualcosa di natalizio, ma non l'ho fatto. Non mi sono neanche buttato in tentativi di prosa a tema, anche a causa della solita apatia prefestiva che mi assale in questo tipo di ricorrenza. Buffo, vero? Non ho nulla contro il Natale, nulla contro questa tradizione e nulla contro questa festa che mi appartiene in tutti i sensi, cuturale, religioso, sentimentale, ecc. Ho scoperto però tempo fa di averne ereditato inconsciamente un aspetto un po' triste, ma quello non potevo immaginarlo fino a diversi anni fa e quando l'ho capito era oramai troppo tardi per liberarmene. Un giorno forse ve ne parlerò pure, ma per adesso non mi va di angosciare nessuno, forse non mi va neanche di angosciare me stesso perchè in fondo lo sapete, probabilmente chi si intende di "scienza dello strizzaggio del cervello" lo sa anche meglio, a volte è terapeutico, ma a volte può essere molto rischioso, raccattare oggetti smarriti nel calderone delle cose rimosse. E' affascinante quel calderone, anche perchè ognuno se lo immagina a modo suo. Io ho sempre pensato che fosse una specie di pozzo nel quale giacciono tutti quegli oggetti sepolti da tempo immemorabile... oggetti? Ad un certo punto mi son reso conto che quegli oggetti hanno vita propria, saltellano qua e là e a volte arrivano a farsi vedere di nuovo per un attimo, sì, solo un attimo, perchè non possono rimanere in alto a lungo, per fortuna non volano. Quell'attimo è però a volte sufficiente a creare qualche problema, qualche dubbio. Può essere sufficiente a riportare a galla qualche sensazione che magari abbiamo già provato, ma che può ripresentarsi condita con salse diverse da quella originale, accompagnata a volte da nostalgia, a volte da tristezza, a volte da una sottile rabbia, perchè no? Poi non ha importanza verso chi sia diretta, quella fugace e improvvisa rabbia, il più delle volte è solo verso se stessi. L'importante è che duri poco, in fondo sarebbe anche disonesto negare che ci sia. E dei rimorsi e dei rimpianti che ne facciamo? Non ho mai creduto alla storia che sia meglio il rimorso che il rimpianto, sono tante le storielle a cui non credo più da un pezzo, soprattutto perchè il valore assoluto che diamo ad ognuno dei sentimenti che proviamo dipende spesso anch'esso solamente da noi. Forse non ho rimpianti, sarebbe come dire che ho fatto scelte sbagliate e, poi, ci saranno davvero scelte "giuste"? In fondo quando vi trovate davanti a un bivio, a un trivio o a un quadrivio (ecc., ecc.) siete sicuri che la direzione scelta sia l'unica giusta? A volte è solo la "meno peggio"... Non credo neanche di avere rimorsi, sarebbe come ammettere di aver *deliberatamente* fatto del male a qualcuno e, tranne quando mi son dovuto obbligatoriamente difendere, credo in coscienza di non averlo mai fatto. Il rischio è sempre il solito, cioè scambiare un senso di colpa per un rimorso, ma quelli mi hanno detto che rientrano in un altra categoria e oggi credo che non ne parlerò, anche perchè ne avrei uno in più, quello di aver addolorato a dismisura chi è arrivato a leggere fino alla fine questo post.
Bene, tra un po' sarà passato un altro anno. Forse potevo trovare un altro modo per chiudere il vecchio, magari parlando di bilanci e consuntivi e pensando a buoni propositi e progetti, ma non sarebbe stato realistico, gli unici bilanci di cui mi rendo conto sono le cose che ho capito. Il progetto più importante a cui lavoro è di continuare a cercare di capire. In tutti i sensi...
Buon 2009 a tutti, lo spero davvero, per tutti... pescatore compreso.
Ah, dimenticavo, le foto, anche questa volta, davvero non c'entrano nulla. Forse.