... has the smile left your eyes?
Ecco cosa succede a non guardare attentamente i dettagli del paesaggio e, soprattutto, quei piccoli alberelli di metallo che compaiono, a volte furtivamente, sui bordi delle strade, sono alti all'incirca almeno 2 metri e riportano una sorta di disco bianco bordato di rosso con varianti più o meno fantasiose. E' importante notarli, perchè spesso risultano essere fonte di problemi e, soprattutto, di spese accessorie inutili per un viaggio che per altri versi è sempre piacevole. Così come è importante consultare la mappa delle città più o meno grandi per stabilirne la reale accessibilità, considerando che, alla faccia della privacy e di tutti gli annessi e connessi, da quando imbocchiamo l'autostrada e fino all'arrivo a destinazione, ci saranno di noi almeno qualche centinaio di foto (altro che calendario, ci uscirebbe...) e qualche mezz'oretta di sano filmato a risoluzione variabile. Bello, vero? Non ci avevo mai pensato fino a ieri o, più semplicemente, non ci avevo fatto caso più di tanto e tutto questo è davvero molto buffo. Si, "buffo" è la parola giusta, per uno che all'inizio ha scritto un blog cercando in tutti i modi di occultarlo alla vista del proprio mondo reale originario di riferimento, con davvero pochissime eccezioni, pochi amici fidati in grado di mantenere un riserbo assoluto. Si, assoluto, è ciò è ancora più buffo, perchè in fondo qui sopra non c'è scritto praticamente nulla di nulla, nulla da occultare, semplicemente qualche riflssione su cose a dire il vero anche molto scontate, emozioni banali, di quelle che ognuno di noi prova più volte nella propria vita e che in fondo non danno più noia di tanto. Si, in effetti il tentativo di "fotografarne" qualcuna in paricolare, di quelle emozioni, mi è pure riuscito, ma credo si tratti solamente di un mio personale convincimento, verosimilmente non supportato da alcun elemento oggettivo.Comunque non volevo parlare dei dubbi pseudoletterari che di tanto in tanto mi vengono, nè dei motivi che mi hanno fatto iniziare questo blog e che mi spingono a continuarne la scrittura. Oggi pensavo di poter parlare un po' di un altro rapido viaggio al di fuori dei confini regionali, potrei anche definirlo"come tutti gli altri viaggi", ma non lo faccio, come
d'altra parte non l'ho mai fatto, perchè nessuno dei viaggi che ho fatto è stato uguale a quello precedente, anche quando mi sia capitato di andare per 2, 3, 4 volte nella stessa città, seguendo la stessa strada e, a volte, incontrando le stesse persone. No, era particolare questo viaggio per una serie di motivi che sarebbe anche inopportuno elencare quassù, per il momento. Piuttosto, la conoscete un po' tutti la A14, vero? E' malefica quell'autostrada, un cantiere perenne, un'incognita piena di code e rallentamenti, ma ve l'avevo già detto come la penso personalmente. Per molti le code rappresentano un'ansia, un dramma o semplicemente una fastidiosissima perdita di tempo e io stesso non nego che il più delle volte sia così, tuttavia ci sono giorni in cui mi diverte rallentare fino quasi a fermarmi, in un posto dove generalmente si corre ad almeno 100Km/h e dove, come mi piace dire, gli oggetti più vicini fuggono via inesorabilmente, mentre i paesaggi più lontani ci accompagnano per tratti di strada anche estremamente lunghi. La faccio breve, sennò mi viene voglia di rileggere il tutto, modificarlo, stravolgerlo e, magari, cancellarlo. Ve lo confesso, è stata una delle poche volte nelle quali ero entusiasta durante l'andata, felice durante la permanenza e sereno durante il ritorno... tre cose che avevo provato tante altre volte, ma raramente tutte e tre insieme. Ok, lo so, il mio
tempo delle mele è finio da un pezzo, quello delle ciliege è un vago ricordo, anche perchè, come diceva uno dei commentatori precedenti, il rischio di farsi impallinare è sempre molto alto. Diciamo che sarebbe il tempo degli "aghi di pino, del silenzio e dei funghi" (si lo so, l'ho già detto, sono ripetitivo, ma il blog è mio e se non vi piace cliccate sulla "X" in alto a destra), ma poi sarà vero che "la guerra è bella anche se fa male"?
d'altra parte non l'ho mai fatto, perchè nessuno dei viaggi che ho fatto è stato uguale a quello precedente, anche quando mi sia capitato di andare per 2, 3, 4 volte nella stessa città, seguendo la stessa strada e, a volte, incontrando le stesse persone. No, era particolare questo viaggio per una serie di motivi che sarebbe anche inopportuno elencare quassù, per il momento. Piuttosto, la conoscete un po' tutti la A14, vero? E' malefica quell'autostrada, un cantiere perenne, un'incognita piena di code e rallentamenti, ma ve l'avevo già detto come la penso personalmente. Per molti le code rappresentano un'ansia, un dramma o semplicemente una fastidiosissima perdita di tempo e io stesso non nego che il più delle volte sia così, tuttavia ci sono giorni in cui mi diverte rallentare fino quasi a fermarmi, in un posto dove generalmente si corre ad almeno 100Km/h e dove, come mi piace dire, gli oggetti più vicini fuggono via inesorabilmente, mentre i paesaggi più lontani ci accompagnano per tratti di strada anche estremamente lunghi. La faccio breve, sennò mi viene voglia di rileggere il tutto, modificarlo, stravolgerlo e, magari, cancellarlo. Ve lo confesso, è stata una delle poche volte nelle quali ero entusiasta durante l'andata, felice durante la permanenza e sereno durante il ritorno... tre cose che avevo provato tante altre volte, ma raramente tutte e tre insieme. Ok, lo so, il mio
tempo delle mele è finio da un pezzo, quello delle ciliege è un vago ricordo, anche perchè, come diceva uno dei commentatori precedenti, il rischio di farsi impallinare è sempre molto alto. Diciamo che sarebbe il tempo degli "aghi di pino, del silenzio e dei funghi" (si lo so, l'ho già detto, sono ripetitivo, ma il blog è mio e se non vi piace cliccate sulla "X" in alto a destra), ma poi sarà vero che "la guerra è bella anche se fa male"?E buffo quanto inutile e incomprensibile quello che ho scritto, vero? L'ho riletto 2-3 volte, alla fine mi era davvero venuta la tentazione di cancellarlo, poi ci ho ripensato, si, perchè quello che ho scritto ha un senso per me, perchè in fondo qualcosa in più mi era successo durante il viaggio di andata, ripensando al post precedente, ai relativi commenti scritti e ad altri commenti non scritti e tutto ciò mi è venuto in mente ascoltando per caso la canzone il cui titolo è stato da me stravolto e usato come titolo di questo post. Ascoltandola mi è venuto in mente il video e, all'improvviso, dopo anni passati ad averne una visione "classica" ne ho colto una possibile interpretazione anomala, forse.
E' un po' che non vedo il pescatore, vi dico la verità, mi manca davvero, ultimamente...

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