sabato 7 novembre 2009

First we take (a) Manhattan...

Quiz a premi: chi mi ha ispirato il titolo del post? Ero partito per scrivere qualcosa, ma poi ho virato verso altro proprio in base al titolo che ho scelto.
Sapete come si fanno i cocktail, vero? Al di là di chi abbia la fortuna di essere completamente astemio, penso che ognuno di noi abbia il suo preferito, scelto con cura dopo averne provati tanti, dopo aver subito anche, a volte, alcuni degli effetti collaterali più conosciuti di alcune di queste miscele che, soprattutto se non ben preparate, possono davvero far danno. Io ho il mio, ovviamente, a cui mi sono affezionato e dal quale difficilmente mi discosto, se non per qualcosa di molto simile, vero Fabio? Ci pensavo oggi, durante uno dei soliti ritorni in parte funestato dalla solita sfortuna che mi riservano i viaggi non effettuati con la mia fida Marea dorata. La storia è sempre la stessa, prenoti (o ti fai prenotare) i treni, scopri che la coincidenza a Milano ce l'hai dopo soli 15 minuti e, come per incanto, il primo treno ha un ritardo di 20 minuti... Ok, quest'anno è destino che sia così, ma lo era anche l'anno scorso, due anni fa, ecc., ecc. Dò un'occhiata al sito delle FS, scopro che alle 19 inizierà pure lo sciopero, mi accorgo che a quell'ora sarò sicuramente ancora in viaggio e, quindi, mi dirigo mesto verso la chiesetta della stazione centrale di Milano con la certezza di non essere ascoltato, sapendo che in fondo mi potrei anche sentir dire: "a fra', che te serve? Che vieni qua solo a chiedere?". Comunque a parte la parentesi mistico-dubbiosa, come le passerò le prossime ore senza stressarmi troppo e senza azzardare elucubrazioni qualunquistiche (si, quelle in cui si dice che il servizio pubblico fa un po' pena, che tutti mangiano e nessuno lavora, che ci vorrebbe un po' di serietà, ecc., ecc.)? Ho trovato la soluzione, in fondo è un po' che non scrivo su questo blog e, d'altro canto, penso che nessuno se ne sia chiesto il perchè. In fondo non me lo sono chiesto neanche io e, in fondo, se non fosse stato per un messaggio di spam che pare stia funestando tutta la piattaforma "blogspot", non mi sarei neanche ricordato che un blog l'avevo. Si, l'avevo e non lo so se ce l'ho più, sono passate diverse settimane e diversi cocktail dall'ultima volta che ho provato a scrivere qualcosa, è stato un tempo di bilanci, di considerazioni, di riflessioni e di meditazione. Ci credete? No, vero? Fate bene, sono tutte scuse per non rivelare anche a me stesso che sto diventando sempre più pigro, ma questo l'avevo già detto. Ritornando un attimo ai cocktail, il mio preferito è abbastanza semplice, 7/10 di rye whiskey (sostituito spesso malamente con il canadese o, ancora peggio, con il bourbon o con il Jack), 3/10 di martini rosso, 2 gocce di angostura, miscelato in un bicchiere alto e pieno di ghiaccio (non shakerato!!!), versato in un bicchiere conico con gambo medio, preventivamente raffreddato con pazienza (cioè facendovi "soggiornare" per qualche minuto un po' di cubetti di ghiaccio) e guarnito con una ciliegia candita dolcemente deposta sul fondo (e non con l'oliva, come fanno alcuni caimani). Semplice semplice, anche monotono se uno ci pensa e, soprattutto, sempre lo stesso, da bere molto lentamente, cercando di pensare il meno possibile, perchè per quello c'è la sigaretta o, meglio, un bel sigaro un po' aromatico da accendere dopo, mai prima, mi raccomando. Ma perchè, direte voi, ogni tanto non fai una variazione? Me l'hanno chiesto in molti, mi hanno proposto di tutto, dal Mojito alla Margarita, dal Blue Angel allo Screwdriver, passando per improbabili Bloody Mary o strani intrugli alla frutta... qualcuno non era neanche male, ma non sono mai riuscito a convertirmi. Perchè? Ce ne sarebbero tanti di motivi, ad una certa età si diventa abitudinari, pigri, monotoni anche pallosi, diciamocela tutta com'è. Ma il vero motivo probabilmente è anche un'altro, come ogni alcolico che si rispetti anche il mio cocktail ha un suo gusto, un suo colore, un suo odore e fin qui è tutto nella norma, ma soprattutto è alla tipologia dell'aroma combinato con il grado alcolico che forse ci si abitua, a quella fine sensazione di lieve euforia, di minimo capogiro che sappiamo già quanto durerà, sappiamo anche quale potrebbe essere la quantità che rischierebbe di farci svegliare il giorno dopo con il mal di testa o la quantità che ci farebbe perdere un po' di punti sulla patente (eh, si, c'è da dire anche questo). Sarà cosi? Non lo so davvero, è una di quelle domande che rimarranno senza risposta e poi, in fondo, è necessario davvero che ce ne sia una? Si, lo so, probabilmente sono sempre meno creativo, ammesso che io lo sia mai stato, probabilmente sono anche un po' deprimente e forse anche un po' stanco, ma questo lo so e, magari dovrei evitare di scrivere quando non ne è il caso. Però è più forte di me, in fondo è autunno e così come la primavera dovrebbe mettere euforia, questa stagione non aiuta certo in tal senso. Potevo raccontarvi del viaggio? Si, un viaggio po' assurdo, a meno che non troviate logico arrivare a Milano per scendere poi a Genova, ma alla fine il percorso è stato piacevole, il mare della Liguria, anche visto di sfuggita, è sempre un bel mare e anche l'albergo era uno di quelli nei quali ci si sta davvero volentieri, anche se solamente per poche ore. Ok, prendo il lato positivo del tutto, l'amico che ho citato prima mi diceva che forse non scrivevo più perchè non avevo più mangiato bene, alla fine aveva ragione lui... si è mangiato divinamente e non so ancora quanti Km mi toccherà sviluppare sui rulli e quanto lavoro mi toccherà fare per strizzare via tutto quel ben di Dio e, se devo essere sincero, non me ne sto preoccupando affatto.
Ah, dimenticavo, che cocktail beve il mio amico pescatore? Beh, l'ho scoperto non molto tempo fa che non beve. Me lo ha detto a modo suo, sorridendo divertito e guardandomi come si guarda un bambino che deve ancora imparare tutto, prendendomi la sigaretta già accesa, che un vizio è più che sufficiente, due sono già troppi.