Post

Don't say a word...

Immagine
Sapete cos'è la psicologia comportamentale, vero? E' quella cosa che vi permette di stare in una piazza affollata o vuota se soffrite di agorafobia. E' quella cosa che dovrebbe farvi sopravvivere al blocco dell'ascensore, se soffrite di claustrofobia. Oppure quella cosa che potrebbe addirittura farvi toccare una tarantola, anche qualora siate affetti da aracnofobia... Ecco, io sono aracnofobico e mi è costata molta fatica recuperare l'immagine che vedete e piazzarla qui. Mi sono fatto una violenza incredibile, ma è stato necessario. Curioso, vero? La necessità è data dal vecchio concetto del "chiodo scaccia chiodo" e tutto è nato dopo che una cara amica ha deciso di farmi un regalo. E' stata molto gentile e carina a ricordarsi di me, soprattutto perchè, per una serie di motivi, riusciamo a vederci ogni 2-3 anni circa, ma il regalo che ho ricevuto, anche se estremamente gradito, ha avuto l'effetto di buttarmi un po' troppo indietro nel passato ...

El silencio de la noce

Immagine
Anche oggi la voglia di scrivere non era un granchè, ma avevo lasciato il mio blog incustodito per troppo tempo e non mi andava di farne passare troppo altro. Che strano, però. In fondo non siete in molti a leggermi e tuttavia sento la necessità di mandare un qualche segnale relativo alle mie impressioni o semplicemente relativo a quello che mi passa nella testa in questo momento. Sono consapevole di aver cominciato questa storia senza troppa convinzione. Ho iniziato a scrivere per me stesso, per buttare qui un po' di sensazioni e di impressioni. Per scrivere frasi, a volte senza senso, che potessero in qualche modo darmi, fra qualche anno, la misura di quello che penso oggi. Oggi, appunto. Il futuro di ieri e il passato di domani. Una fessura temporale che in qualche modo dimostra la mia stessa esistenza, un piccolo dettaglio, la consapevolezza che il fatto di esistere mi permette anche di decidere in che modo possa vivere questa mia vita. Lo so, è un argomento trito e ritrito, è...

TOTAL Despair...

Immagine
Ci sono momenti in cui vorresti dire un mare di cose, rabbiose, disperate, tristi, rancorose, vendicative, accusatorie, comprensive, consolatorie, forse solamente vane, ma ti rendi conto che gli altri ne hanno dette e ne diranno ancora di più. Le tue parole non aggiungerebbero nulla in termini di significato, probabilmente andrebbero solo a riempire il consueto calderone di cui ci nutriremo tutti, o quasi, nei prossimi giorni. No, non c'è molto da dire, non ce n'è la forza, non ce n'è la voglia. Questa volta il testo non andrà lontano dalla fotografia che, come al solito, non c'entra quasi nulla con il titolo del post. O forse si, dipende da quello che ci vedete, nella foto. Dipende da dove collocate il paesaggio, della foto, quaggiù, lassù, dovunque altro vi venga in mente... dove forse possono esserci solo bambini.

Non gridarmi addosso...

Immagine
Questa, è evidente, non è la solita "scritta sul muro" e c'è una storiella, dietro questo pezzetto di carta adesiva appiccicata dietro la porta dell'ufficio di un mio amico. Inizialmente pensavo che ce l'avesse appiccicata personalmente, stufo oramai del continuo vociare che facciamo un po' tutti quando ci fermavamo da lui a fare le classiche 2 chiacchiere. La cosa strana è che per anni non mi è mai venuto in mente di chiedere il perchè di quella scritta, senza peraltro capire i motivi di questa mia apparente mancanza di curiosità. Forse mi piaceva di più immaginare un'eventuale risposta molto articolata, con tanto di alone di mistero attorno e con la possibilità di trovare motivazioni profonde che abbiano potuto spingere l'improvvisato scrittore a vergare queste cinque parole, dandogli chissà quale significato. Alla fine, però, ho perso la mia sfida con la curiosità stessa ed ho ottenuto la risposta che cercavo. C'era una bimbetta, nella stanza a...

I treni di Cocullo

Immagine
Ecco, questa è la stessa stazione del post precedente, in un'immagine di circa 20 anni fa, per l'esattezza Giovedì 1 maggio 1986. I patiti di modellismo ferroviario e di storia dei treni non avranno avuto alcuna difficoltà a notare la vecchiezza della foto, dal momento che il locomotore inquadrato (636-202) dovrebbe essere oramai ampiamente fuori servizio. Dalla comparazione delle immagini non si percepisce, ma posso assicurarvi che il paesaggio è praticamente lo stesso, compreso il recinto della stazione e i colori degli intonaci e di tutto il resto. Quali le differenze, allora? Forse il fatto che questa foto sia stata scattata con una vecchia fotocamera reflex tradizionale "a rullino"? (qui apro una parentesi, se mi avessero detto, 20 anni fa, che avrei potuto scattare una foto, trasferirla sul pc e stamparla ad alta definizione oppure condividerla in rete con altre persone sparse in giro per il mondo, avrei dato del matto al mio interlocutore, oltre a suggerirgli...

I treni di Tozeur

Immagine
Chi ha un po' di dimestichezza con i paesaggi abruzzesi ha già capito che, come al solito, il titolo è completamente fuori contesto rispetto ai contenuti del post. Ma questa è una cosa che i pochi (ma buoni) frequentatori del mio luogo "fuori dal mondo e fuori dal tempo" hanno oramai pazientemente imparato a sopportare. Non ci sono mai stato, a Tozeur. Le uniche notizie che ho di quel posto, vengono da un po' di futile navigazione tra le pagine del web e dai racconti di qualcuno che è passato da quelle parti. Non so come siano i treni di quelle zone, ma ho sempre trovato affascinante fermarmi a guardare quelli che passano nelle vecchie stazioni di montagna delle nostre parti e che, a volte, vi si fermano anche. Mi intriga e diverte pensare a come doveva essere quasta vecchia stazione 60-70 anni fa, considerata l'importanza del relativo mezzo di trasporto, oramai quasi del tutto soppiantato dalle ben note automobili. Non credo sia cambiata molto da allora, questa ...

Despair (?)

Immagine
Credo di trovarmi in una di quelle fasi discendenti della curva bioritmica emozionale, almeno a giudicare dagli ultimi post e dalle foto allegate, compresa quest'ultima che vi mostro. Nel posto dove l'ho scattata, solitamente attracca una nave mercantile che non ho mai capito cosa trasporti. Quest'oggi non c'era e quello che mi ha attratto è stata la combinazione tra il colore del cielo di questa anomala calda e ventosa giornata di inizio marzo e le due gru che sostavano immobili sulla banchina. Le ho viste e non ho potuto fare a meno di fotografarle, accidenti ai cellulari con la fotocamera incorporata! Le ho fotografate perchè nel momento in cui le ho viste, ho provato una strana sensazione di tristezza, tanto immotivata quanto improvvisa e invadente. Forse non la disperazione con cui ho intitolato questo post, ma qualcosa comunque di concretamente tangibile, nella sua sottile impalpabilità. Questa è una delle volte in cui vi chiedo una mano per interpretare questa m...