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Le scarpette al chiodo

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Queste sono le classiche scarpette-appese-al-chiodo , a dimostrazione della volontà di non giocare più a calcio. Ma lo sanno quasi tutti che questo modo di dire è oramai utilizzato un po' per tutti i casi in cui qualcuno ha deciso di mettere la parola fine ad una qualche attività, piacevole o no, in cui era impegnato da lungo tempo. In genere è una frase che viene intesa come un qualcosa di definitivo, nel senso che chi appende le scarpette al chiodo, ad esempio, non giocherà più a calcio. A volte però potrebbe esserci un significato meno drastico e a tale proposito penso sempre ad alcuni giocatori professionisti che ho avuto modo di conoscere, seppur superficialmente. Questi adesso continuano a giocare tra amici, guadagnando sicuramente meno, ma divertendosi di più e utilizzando, forse, scarpette diverse da quelle che avevano appeso. Provo spesso a fare mia questa seconda interpretazione del modo di dire di cui parliamo, interpretandolo in modo meno negativo e pensando che un...
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Certo, è molto curioso. Se facciamo un viaggio immaginario nei testi dei vecchi poeti e scrittori e tra le pagine dei vecchi libri di religione, ne troviamo tante di cose. Troviamo ad esempio che è il cuore, la sede dei sentimenti. Poi leggiamo che la vita di ognuno di noi è governata dalle emozioni, poi troviamo anche che le esperienze pregresse condizionano le nostre gioie e i nostri mali. Negli scorsi decenni si è parlato di qualcosa di simile, i traumi che subiamo nel corso della nostra vita forse influenzano le nostre emozioni e il rapporto con gli altri, ci possono creare disagio o indifferenza. Questo fino a quando qualcuno non ha provato ad associare i contorti pensieri della mente umana ad una serie di meccanismi e connessioni freddamente e semplicemente chimiche. E' facile, adesso. Hai un senso di tristezza o troppa malinconia? Ovvio! La quantità di serotonina che viene liberata è inferiore a quella che viene rimossa nelle aree specifiche. Era così facile, perchè nessuno...

La fontanella

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In questo preciso posto c'è sempre stata una fontanella, quella della foto non è la stessa che c'era diversi anni fa, ma la funzione, ovviamente, è la stessa. La piazzetta in cui si trova è stata completamente ristrutturata, c'è un nuovo monumento e le facciate delle vecchie case sono state reintonacate e ridipinte (a volte con colori anche "curiosi"). Oggi sono passato di là, come faccio abbastanza spesso, con il solito intento di godermi la veduta della vallata con lo stupendo colpo d'occhio che si presenta in queste giornate di fine estate e cercavo qualcosa che mi aiutasse a ricordare i dettagli che vedevo da piccolo. Ho provato di tutto: ho chiuso gli occhi, ho bevuto alla fontana, ho aspettato il fischio del treno in lontananza, ma non è successo nulla... Poi è accaduto l'imprevisto, un gruppetto di bimbi aveva deciso di giocare a rincorrersi e alcuni lo facevano con un vociare a dir poco assordante, tanto che una donna del posto, che conosco, si è a...

Parchi, piscine e fontane

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Chissà perchè per gli avvenimenti importanti della propria vita si va sempre alla ricerca di posti raffinati o particolari o, comunque, suggestivi. E' incredibile che, poi, molti passino il resto delle loro vite in luoghi completamente diversi, spesso rumorosi e polverosi e a volte al limite della vivibilità. Chissà perchè, poi, il resto della vita è ben diverso da quello che traspare da quelle poche ore di allegria e spensieratezza che di solito si vivono in quei momenti. La risposta forse è fin troppo ovvia, perchè in fondo l'allegria del momento di festa è un'allegria sicuramente vera, ma non ripetibile, come non è mai ripetibile un momento di gioia, come non è mai possibile vivere tutti i giorni con gioia e spensieratezza. Allo stesso modo, però, non si dovrebbero passare tutti i giorni della propria vita nell'angoscia e nella disperazione, ma lo so, è facile parlare senza conoscere tutte le sfaccettature di tutte le vite che ti passano davanti. A volte ci provo, a ...

Puro testo...

[Qui ci andava la foto di un bel tramonto tra le montagne] Ecco, questo è un po' come il black out di cui parlavo nel post precedente... Mi sembra di essere tornato ai primordi della mia scoperta di Internet (1992, circa) con i programmi di email che giravano sotto Unix e ti permettevano solamente di scrivere con il set di caratteri ASCII, neanche esteso, addirittura senza neanche gli accenti. A volte sento nostalgia di quei tempi e mi viene da scrivere, ad esempio, *perche'*, invece di *perchè*, mi viene da mettere gli asterischi per fare finta di rendere un testo sottolineato o evidenziato, ecc. ecc. Ma, come in quasi tutte le cose, "indietro non si torna" e così tra un po', penso, tornerà la possibilità di mettere i caratteri speciali, di inserire le foto e di abbellire a dismisura i nostri post. Meglio come era prima? Meglio adesso? Forse nessuna delle due ipotesi, forse si tratta solamente di due cose *diverse*

Luci e luce (e candele)

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Lo so di essere il solito rompiscatole pignolo, ma vi siete mai chiesti come doveva essere la vita senza energia elettrica? Certamente questo paesaggio sarebbe stato meno "contaminato" da un palo che ha l'unica funzione di sorreggere 3 cavi di rame. Stavo pensando al Black out che ci colpì nel 2003 e che lasciò un po' tutti in un buio che non avevamo mai conosciuto. Vi sembrerà strano, ma quella notte a casa mia non avevamo neanche una lampadina tascabile funzionante e così ci ritrovammo tutti a fare due chiacchiere e a sentire le notizie dalla radio (l'unica, a batterie, era una vecchia radiolina AM) con l'unica illuminazione di un paio di candele di cera... Non ho potuto, e nessuno dei presenti potè, non andare con la mente a quando quella era l'unica fonte di luce disponibile nella maggior parte delle case, in passato. D'accordo, forse era bello, forse non sono più "i tempi di una volta", ma il ritorno della luce, pur lasciandomi un minim...

I luoghi della memoria

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La giornata meritava, non c'è che dire. Erano almeno 15 anni che non tornavo in questo posto sperduto, ma eccezionalmente vicino a tutti i luoghi che conosco. Non lasciatevi fuorviare dalla vegetazione e dall'apparente assenza di strade. Ho impiegato meno di 20 minuti per arrivare qui, partendo dal posto dove avevo lasciato la macchina. Questo è uno dei luoghi della MIA memoria, ma probabilmente è uno dei luoghi della memoria di altri, a giudicare dalle scritte lasciate sulle pareti esterne di questa cappellina. Eppure, la data più recente che ho trovato, e che è documentata dalle scritte, e questa: 1989. Strano, eh? Mi è sembrato anche strano che fossi solo, lassù. In una giornata di fine agosto che vede ancora molti di noi in ferie. Forse è cambiato qualcosa negli ultimi anni, sicuramente è cambiato il significato del luogo a cui appartiene questa piccola, ma significativa, appendice. Non preoccupatevi, però. Al di là delle mie convinzioni religiose e al di là del significat...