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Polvere...

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Facciamo così, il titolo è identico ad una vecchia canzone di Enrico Ruggeri, il significato forse se ne discosta un po', ma di polvere ammucchiata comunque ce n'è tanta. Sapete, no? Di quella che provi a togliere e che ricompare inesorabilmente subito dopo, forse perchè non usi uno straccio adatto, forse perchè ne è tanta o forse semplicemente perchè non hai veramente voglia di eliminarla. Magari dopo un po' ti ci affezioni, buttandola via ti sembra di buttar via una parte di te, ti sembra che il troppo pulito possa anche darti fastidio. Eppure allo stesso tempo l'odore di stantio, il bruciore degli occhi, l'offuscamento della vista ti danno fastidio, ti distraggono dalle normali occupazioni giornaliere, quelle routinarie, quelle "importanti", importanti soprattutto perchè forse ti danno da campare, ti danno sicurezza o semplicemente ti danno la piacevole sensazione che sia stato tu a scegliere di occuparti di quello di cui attualmente ti occupi. Che bell...

Calma apparente

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Un bel titolo per un nuovo post, vero? Avete mai giocato a poker? Il poker è, secondo i suoi cultori, un gioco in cui vince chi ha la migliore strategia, ma soprattutto chi ha i nervi più saldi. E' un gioco che non mi è mai piaciuto particolarmente, forse perchè non ho le qualità tipiche del buon giocatore, forse perchè non mi va di rischiare più di tanto o forse perchè non sono sufficientemente capace di mascherare le emozioni che vagano al di sotto della superficie della mia pelle. Non so se a qualcuno di voi sia mai capitato di avere un turbinio di sensazioni, ricordi, farfalle e quant'altro. Avete mai provato a tenerle a bada, magari a sommergerle con disinvoltura agli occhi degli altri, per evitare che qualcuno si potesse accorgere di quanto in quel momento vi passava per la mente? Qualcuno forse ci è riuscito bene, qualcuno di voi forse potrebbe essere un bravo giocatore di poker. Eppure c'è sempre qualcuno che passa per caso dalle vostre parti. Qualcuno che magari no...

C'è tempo...

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Ci sono, sfortunatamente per tutti, ho ancora voglia di scrivere, che pensavate che fossi sparito? No, amici, come al solito mi sono trovato in viaggio per destinazioni più che note, di quelle banali, solite, scontate. Quelle destinazioni da raggiungere facilmente in macchina, nonostante il caldo pazzesco e con il climatizzatore rotto... Tutte le fortune, eh? Quelle fortune che ti fanno ricordare di quando il climatizzatore in auto era un lusso e sudavi le sette camicie per fare 40km o giù di lì. Dovevo pubblicare (non dirò mai più "postare", grazie, Moya) qualcosa su Siena, ma non c'è stato il tempo di assaporare l'attimo, che subito mi sono ritrovato sbattuto in questo posto ameno, bellissimo, sempre in Toscana e non lontano da Siena, un po' spartano ad analizzarlo meglio, ma carico di segni, simboli e profumi che pensavo di aver dimenticato. Com'è che dice "il pilota" di Fossati? Ah, già... Che lui non porta mai pensieri pesanti, perchè sarebbero ...

Stormi d'uccelli neri...

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Non c'è nè la nebbia agl'irti colli e non c'è nemmeno il cacciatore che fischia sull'uscio. Più che il maestrale tirava un fastidiosissimo vento di tramontana (qui ci vorrebbe una mia cara amica, conoscitrice di venti e correnti) e pare proprio che l'estate non abbia alcuna voglia di farsi vedere da queste parti. E si che più o meno dovremmo esserci, il cambio del guardaroba è oramai un ricordo lontano e penso che ognuno di noi abbia cominciato stoicamente ad indossare qualche timida maglietta con le maniche corte. Beh! Ero partito con l'intenzione di postare (che brutto come termine, ci sarà l'equivalente in italiano?) qualche foto del "mordi-e-fuggi" a Siena, ma l'umore ha fatto più cilecca del solito e non mi è riuscito di accumulare un discorso decente da associare alle immagini. In compenso il tempo di oggi si sposava molto bene con un po' di nuvolette che mi passano dentro la testa, compagne oramai inseparabili e alle quali sono anche...

Com'è triste Venezia...

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Premessa: il post ha la data del 2 giugno 2006 , era allora che doveva essere pubblicato. In quel frangente, purtroppo, la piattaforma Blogspot aveva un malfunzionamento relativo all'inserimento delle immagini e ve l'immaginate un post su Venezia senza immagini? Sarebbe come i maccheroni senza il cacio, come un cielo senza le stelle e come l'amore eterno senza due amanti che lo interpretino, bene o male che sia... Ma torniamo alle cose serie! Qui dovete ringraziare Francois Dorin (l'autore), Mogol (il traduttore) e Charles Aznavour (il magnifico interprete) per questo post che butto giù di ritorno da una città che ho visto tante volte, ma che non smette di trasmettermi quelle sensazioni a cui sono notoriamente avvezzi i fessi come me. Sapete, le solite cose, un misto tra incanto e tristezza, la sensazione di sentirsi soli nonostante la folla che l'attraversa tutti i giorni. E poi le gondole, quelle stranissime imbarcazioni che continuo a chiedermi come facciano a...

Meglio tardi che mai?

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... o meglio mai che tardi? Questa è una bella domanda che ognuno di noi si sarà fatto almeno una volta nella vita. Comunque, per non scontentare il Guro, mi sono rimboccato le maniche e ho messo mano alle foto scattate a Cocullo lo scorso 4 maggio. Sono ben conscio del fatto di essere ripetitivo, ma oramai chi mi legge ha imparato a sopportarmi e poi ho la fortuna (o la sfortuna?) di essere letto solamente da amici che non mi hanno mai visto dal vivo... o quasi. Comunque, chi è abruzzese dovrebbe conoscere bene sia il posto che la festa in questione. Come avevo già detto, questo ameno paesino è praticamente vuoto per 364 giorni l'anno, ma in occasione dell'evento diventa un posto molto affollato e nel quale difficilmente ci si riesce a muovere. A volte mi chiedo cosa mi spinga a passarci questa mezza giornata praticamente tutti gli anni. Sarà perchè mi piacciono le tradizioni della mia terra o forse perchè semplicemente mi piace questo misto tra sacro e profano che alberga in...

Intermezzo

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Lo so, ha ragione il Guru... Devo ancora buttare giù qualcosa relativa alla festa dei serpari (e dei serpenti). Purtroppo, o per fortuna, nel frattempo mi è capitato tra capo e collo un ameno viaggetto che, ovviamente, prevedeva una preparazione analitica e dettagliata della relativa presentazione *ovviamente* comunicatami all'ultimo momento. Così ho deciso di prendermi qualche altro giorno di riflessione, soprattutto per smussare gli angoli della tempesta emozionale che la fugace gita a Cocullo mi aveva regalato. Questa foto che vedete alla vostra destra, raffigura l'ingresso di un noto albergo di Paestum, dove ho avuto la fortuna di alloggiare per le canoniche e fatidiche 72 ore di durata dell'evento a cui dovevo partecipare. Al di là di questo non c'è stato il tempo e il modo di apprezzare la spettacolarità degli scavi archeologici e il bello di quella zona del Tirreno che, per una serie di motivi, non ho mai avuto modo di raggiungere. E' nota ai più la mia imbr...