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... ho tante cose ancora da raccontare (per chi vuole ascoltare)...

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C'è sempre un momento nel quale ci si chiede cosa farne di una creatura pseudoletteraria creata per caso in un momento casuale e sviluppatasi nel corso dei mesi e degli anni in maniera a volte incontrollabile. Si, perchè c'è sempre almeno un momento in cui si fa un salto indietro a rileggere le cose scritte, per cercare di trovarci le stesse emozioni provate durante la scrittura e per capire quale fosse stata la spinta stessa che ne determinava la stesura. Certo che l'aiuto delle date è sempre fondamentale, soprattutto quando le stesse siano ricorrenti. Le date sporadiche invece hanno un non so che di misterioso, a volte, e di imponderabile. Però non volevo fare una dissertazione sul significato postumo dei post (che bel gioco di parole, eh?) pregressi, era solo un modo per condividere un dubbio con gli amici che di tanto in tanto passano di qua. Negli ultimi anni ho letto diversi altri blog, molto interessanti, molto impegnati, molto aggiornati e molto scritti bene. Ho un...

Pensieri...

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Di nuovo a Napoli, in fondo in Campania ci vado almeno una volta l'anno e davanti al Vesuvio almeno ogni due anni. Si, lo so che c'è chi ci va più spesso, ma mi consolo, c'è anche chi non ci va mai, no? Sapete cos'è una cosa che mi manca, a volte? Qualche momento di sana solitudine, che strano, vero? Anche in questo caso c'è chi si lamenta del contrario, ma l'ho già detto in qualche riga di qualche post fa e tra le righe di qualche altro mio testo, l'uomo è un animale che gode nel non essere soddisfatto delle cose che lo circondano, a volte. Comunque è difficile essere soli in una città come questa e nel contesto in cui mi son trovato nelle ultime ore, incontri, persone, addetti, gente, folla, ecc. La stanza d'albergo? Anche quella non va bene, è una solitudine troppo artificiale, troppo chiusa, per certi versi alienante. No, ci sono riuscito in maniera diversa a ritagliarmi un piccolo spazio e l'ho fatto in questo momento, nella solita hall di un so...

Tempo a rendere...

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Stavo ripensando alle feste quasi passate, ai dolciumi ingeriti, ai saluti e agli auguri fatti. Si, lo so, è un gioco da rompiballe il pensare alle cose andate e alle sensazioni già provate, si, perchè gli ottimisti, i costruttivi e, forse, i vincenti, guardano avanti, non indietro... Chissà perchè pensavo a questo, sarei un ipocrita se dicessi che non faccio un lavoro che mi piace e mi appassiona, lo sarei altrettanto se dicessi che sono insoddisfatto di quello che ho attorno. Davvero non ho motivi per lamentarmi, però lo sapete tutti com'è fatto l' Homo sapiens , vero? Ci può andare tutto bene, possiamo essere al meglio della forma, al meglio dello stato mentale, ma qualcosa di cui lamentarci la troviamo sempre, è una droga, di cui nessuno di noi forse sa fare a meno. Stavo riguardando un po' di foto, oggi. Le solite foto dentro lo scatolone, quelle che lascio lì e non ho il tempo nè il coraggio di passare allo scanner e pubblicare, quelle che in parte sono anche in bianc...

Dubbi, incertezze, indecisioni & Co.

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Mi sono accorto solo oggi che è dal 21 novembre che non scrivo nulla su questo blog, strano, eh? Nel senso, non che sia strano il fatto che io non scriva da allora, ma è strano il fatto che me ne sia accorto oggi e che la cosa mi abbia dato anche un po' di fastidio. Quel sottile disagio dovuto al fatto che di cose da dire, in fondo, ne ho molte e non ne ho nessuna. Dipende dai punti di vista, dipende dalla voglia che ho di rileggerle successivamente, dipende dai feedback negativi e positivi che ricevo. Comunque, morale della favola, non so ancora cosa scrivere qui sopra oggi, però ho iniziato e, come tutte le attività, i lavori e gli esercizi, uno degli obiettivi che a un certo punto della mia vita mi sono fissato di "provare" a raggiungere, è il termine di qualunque cosa iniziata, non importa se essa sia iniziata bena, male o semplicemente così-così. Avevo pensato di scrivere qualcosa di natalizio, ma non l'ho fatto. Non mi sono neanche buttato in tentativi di prosa ...

Vento di Ponente...

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Avete presente quelle giornate di vento sferzante, nelle quali non hai neanche voglia di uscire di casa? Beh, quelle non sono in genere le giornate o i pomeriggi in cui, impegni permettendo, mi piace fare un giro per i posti vicino al mare, fare due passi sul molo e guardare intorno il mare e il fiume con la loro calma a volte monotona. I venti da Ovest-SudOvest sono peraltro piuttosto strani da queste parti, li senti, non te ne accorgi subito che ci sono, perchè i palazzi ti riparano sufficientemente, finchè resti nelle loro vicinanze. In queste giornate, come ho detto, sarebbe più bello e più comodo restare a casa, al coperto, al sicuro da aria, pioggia, scossoni e notizie... No, dalle notizie no, non c'è riparo. Te le ritrovi addosso, ne cominci ad avere cognizione accendendo la tv lasciata accesa per caso. Ok, spegni, accendi la radio, ma non serve a nulla, ci sono cose che arrivano anche lì. Esci, cominci a pensare che forse è meglio subire un po' di vento e non pensare a ...

"Come a tutti"... (ok, era: "Glasgow, addio...", ma alle 10,25GMT del 13/11/2008 ho cambiato idea).

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[PREMESSA] M'è rimasto un cruccio in questo viaggio, quello di aver di nuovo messo piede in terra angla, ma in una regione talmente lontana da Londra e Logoborro da farmi un po' sentire in colpa per non aver provato ad estendere la permanenza. Che faccio? Dirò, come si usa in questi frangenti: "sarà per un'altra volta"? [POSTMESSA] Sapete, a volte vorrei essere mediamente felice "come tutti", pensare "come tutti", non dare troppa importanza alle cose ("come tutti"?), guardare sempre avanti "come tutti" e, soprattutto, vorrei a volte che mi piacessero gli arrivi "come a tutti", sì, perchè d'improvviso ho scoperto di essere anomalo nel mio amore nei confronti delle partenze, con tutto il loro carico di aspettative, incognite e, perchè no, quella sottile vena di malinconia che accompagna gran parte di noi latini quando ci stacchiamo da terra. Anche gli arrivi possono essere belli, senza dubbio, ma non è sempre co...

Lugano, addio!

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Sono in ritardo, e la data dovrebbe essere diversa, indietro di almeno un mese, però ci sono giorni in cui non riesci a dar corpo a quello che ti frulla per la testa e ce ne sono altri in cui, anche volendo, non ne avresti il tempo. Però, visto che alla fine ce l'ho fatta? Mi è costato qualche chilometro in più, un po' di gasolio e qualche momento di sano traffico autostradale tra Milano, Como e il valico di Brogeda, ma alla fine ne è valsa la pena. Non era tanta, la distanza tra il capoluogo lombardo e l'amena località elvetica nella quale c'è anche un famoso lago. Mi hanno detto anche che in quella città risiede una nota cantante italiana, ma non era quello lo scopo della mia visita... L'ho passata tante volte la frontiera italiana, per destinazioni diverse, per motivi diversi, ma solamente una volta in automobile e, tra l'altro, moltissimi anni fa, sempre se 18 anni fa possano essere considerati moltissimi. Già, moltissimi, come definirlo un superlativo? Come...