sabato 19 novembre 2005

Il viaggio ottimizzato (1)

Ci sono tanti modi per arrivare a destinazione, diretti o indiretti. Spesso scegliamo le nostre strade in funzione del tempo che abbiamo a disposizione per il viaggio, in funzione dei soldi che abbiamo in tasca o semplicemente in base a quanto tempo vogliamo impiegare per raggiungere la meta. Personalmente preferirei sempre viaggiare il più a lungo possibile, osservare il paesaggio, fermarmi ad annusare l'aria delle diverse regioni e assaporare la cucina dei differenti luoghi in cui mi capita di fermarmi. Purtroppo questo fa un po' a botte con la necessità di portare a termine i compiti il più velocemente possibile (vi ricordate la storia dell'orologio e della bussola?) e di tornare a casa in tempi possibilmente brevi. Avevo fatto un mio personale e fantasioso piano di viaggio per arrivare nell'amena cittadina di Skopje, dovevo decidere il mezzo, considerando l'impossibilità di usare il treno (troppo complicato), la moto (troppo freddo in questo periodo), il traghetto (la costa albanese non è proprio vicinissima) o l'auto. Dopo aver fantasticato per qualche giorno mi sono reso conto che 1600Km e almeno 14 ore di viaggio cozzavano con la costellazione di altre attività (meno amene) che mi aspettavano al varco e, forse, con la mia ingravescente pigrizia. La soluzione? E' la freccia nera che vedete sulla figura. Una freccia nera da 1 ora e mezza che mi porterà a destinazione sano e salvo, spero, rapidamente, ma certamente con una tonnellata di sensazioni in meno rispetto al mio programmato, ma impossibile, lungo viaggio... Proverò a consolarmi assimilando ogni colore, sapore, suono e odore della mia temporanea destinazione, ma sono certo, per averlo gia provato, che non sarà la stessa cosa.
Le foto dei luoghi e delle camere d'albergo faranno bella mostra di se a tempo debito.

mercoledì 16 novembre 2005

Pensiero senza foto...

L'amore è un'altra cosa! L'amore è esattamente quella cosa che ti fa vedere un attimo di eterno negli occhi di qualcuno che non incontri quasi mai ma che porti nascosto nel cuore ogni istante...

giovedì 10 novembre 2005

La camera d'albergo

Un'altra mania di cui soffro da sempre è quella che mi costringe a fotografare le stanze d'albergo dove soggiorno in genere per periodi brevissimi, solo di notte e solo per lavoro. Ora non pensate male, la mia attività principale mi porta ad effettuare un discreto numero di viaggi e di soggiorni a volte fulminei. Per dirla con Fossati, non ci si riesce a soddisfarsi dei luoghi, soprattutto se vedi costantemente "Linate diventare Pavia"...
In compenso più di una volta ho avuto il tempo di fermarmi a sufficienza per fare un po' di considerazioni. L'accoglienza di una camera d'albergo varia, ovviamente, in base alla valuta che viene devoluta al simpatico signore o alla simpatica signora della reception. Tutto è perfettamente in ordine e pulito, quando entrate e ovviamente se vi fermate per una sola notte, tutto resta così com'è. Qualche rara volta mi è capitato di fermarmi oltre le 24 ore e sono stato costretto a variare la posizione dei vari oggetti per averne una sensazione più "familiare". Non ci crederete, ma le cameriere hanno un'incredibile capacità di rimettere tutto in ordine non appena vi allontanate per qualche ora...
E' un po' quello che succede quando decidete di vivere la vostra vita. C'è sempre qualcuno pronto a farvi capire che la state vivendo male.

venerdì 4 novembre 2005

Casa sul mare

Il viaggio finisce qui:
nelle cure meschine che dividono
l'anima che non sa più dare un grido.
Ora i minuti sono uguali e fissi
come i giri di ruota della pompa.
Un giro: un salir d'acqua che rimbomba.
Un altro, altr'acqua, a tratti un cigolio.
Il viaggio finisce a questa spiaggia
che tentano gli assidui e lenti flussi.
Nulla disvela se non pigri fumi
la marina che tramano di conche
i soffi leni: ed è raro che appaia
nella bonaccia muta
tra l'isole dell'aria migrabonde
la Corsica dorsuta o la Capraia.
Tu chiedi se così tutto vanisce
in questa poca nebbia di memorie;
se nell'ora che torpe o nel sospiro
del frangente si compie ogni destino.
Vorrei dirti che no, che ti s'appressa
l'ora che passerai di là dal tempo;
forse solo chi vuole s'infinita,
e questo tu potrai, chissà, non io.
Penso che per i più non sia salvezza,
ma taluno sovverta ogni disegno,
passi il varco, qual volle si ritrovi.
Vorrei prima di cedere segnarti
codesta via di fuga
labile come nei sommossi campi
del mare spuma o ruga.
Ti dono anche l'avara mia speranza.
A' nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
l'offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.
Il cammino finisce a queste prode
che rode la marea col moto alterno.
Il tuo cuore vicino che non m'ode
salpa già forse per l'eterno.