lunedì 28 luglio 2008

Signor capitano che ci vuoi far...

Si, lo confesso, ogni volta che esco con un qualcosa di galleggiante, sia esso un gommone, una barca o un materassino gonfiabile, mi prende una specie di quasi angoscia, che non so ben definire. Ok, forse "angoscia" non è il termine esatto, ma io e la lingua italiana facemmo a pugni una trentina di anni fa e, da allora, non ancora son riuscito a prendermi la rivincita. Comunque, ce ne sono tanti di motivi per andare in mare e ci sono anche giorni in cui sarebbe meglio non farlo, però come si fa a perdersi una rituale processione sul mare? Sono anni che vivo qui, sono altrettanti anni che ne seguo i dettagli e le sfumature, diverse di anno in anno, particolari e dettagli che spesso sfuggono, se non li osservi attentamente. Ma anche dettagli che non condividi con altri, semplicemente perchè servono solamente a sè stessi. La sapete sempre la storia, no? Ci sono molti posti in cui conservare i propri ricordi, io scelsi un paio di scatoloni, quelli di cui vi ho già parlato, per mantanere in qualche modo quelli che non mi andava andassero persi, i due famosi scatoloni, quello dei ricordi e quello delle cose/occasioni perdute. Non ho mai avuto voglia di crearne un altro, di scatolone, perchè i due che ho menzionato sono sufficientemente ingombranti da occupare tutto lo spazio che ho a disposizione per le cose non "di tutti i giorni". Ho gettato, o forse ho provato a farlo, i pensieri che avrei voluto non far riemergere più, nel mare, tanto ce l'avevo vicino casa. Per anni sono rimasti lì, galleggiando tra le onde, poi sono andati a fondo, inesorabilmente, ma con mio apparentemente grande sollievo. Quello che va a fondo poi va sulla sabbia, quello che va sulla sabbia poi scende sotto la sabbia, si disintegra, si trasforma e diventa parte di quei sedimenti minerari con i quali spesso facciamo funzionare anche le automobili che guidiamo...
Ieri ho fatto un po' di pulizia, ho rispolverato qualche vecchia foto, ho buttato via qualche vecchio biglietto ferroviario, ho eliminato qualche vecchio boarding-pass aereo, insomma, non sono ancora in ferie, ma mi serviva qualche ora di sano "non-far-nulla" e di far finta di pensare a "quanto-erano-belli-i-vecchi-tempi". Ma ogni azione ha la sua reazione uguale e contraria e ogni scavo ha le sue difficoltà, un po' come quando uno cerca il petrolio e punta una trivella, scava sempre più, ma a un certo punto trova qualcosa di spaventosamente duro. Uno strato impenetrabile, quasi da lasciar perdere. Invece no, basta montare la giusta punta, intestardirsi e aumentare la velocità di rotazione. Alla fine lo superi quello strato, perfori la roccia come se fosse burro, aspetti che esca il petrolio. No, non è andata così. oggi. Ho sentito solo una folata di vento puzzolente e mi sono un po' rammaricato di questo. Però forse è meglio così, oggi non avevo voglia di trovarlo, il petrolio, in fondo posso aspettare ancora un po'. Mi sono seduto ai bordi del pozzo, ho preso una sigaretta... però che strano, non c'era il vecchio pescatore a passarmela, anzi. Il vecchio mi guardava da lontano e mi faceva strani cenni, come se volesse avvisarmi di un pericolo. Mah! Ho pensato che forse è quasi ora di consigliargli un bravo specialista, forse ha qualche problema di testa, vista l'età. Ho tirato fuori l'accendino, ho fatto ruotare l'innesco, come sempre, appena in tempo per realizzare con terrore una cosa, sempre seduto al bordo del pozzo, cioè che non avevo di certo trovato il petrolio, ma quello che usciva dal foro di trivellazione era semplicemente una delle tante possibili cose in cui si trasformano i detriti seppelliti sotto la sabbia, il metano... (BUM!)
Sono andato a scomodare Ernesto Testa, Eros Sciorilli e persino Iva Zanicchi, per trovare le parole sufficienti a fornirmi un titolo che non c'entra nulla con il post. Le foto non c'entrano "quasi" nulla, ma oramai sto diventando un maestro nell'allungare un brodo fatto di ingredienti sempre più triti e ritriti... Cosa c'entri il cigno non lo so neanch'io, però non è comune incontrarlo e, in fondo, mi aveva pure salutato, a modo suo.

domenica 13 luglio 2008

Fuliggine sui muri

E' curioso a volte quello che si scopre cercando la provenienza dei visitatori casuali di un blog e, soprattutto, quelli che andavano cercando tutt'altra cosa. Non so se immaginare in essi la sorpresa o la delusione, provo a spiegarmi meglio: se io volessi cercare un posto dove vendono coni gelato per ordinarne un vagone e, d'istinto digitassi "coni gelato" su un qualsiasi motore di ricerca, potrei essere molto deluso nel trovare, come risultati, una serie di centri di ricerca per lo studio della geometria elementare o un sito di soluzioni agli esercizi di trigonometria del liceo... In fondo io andavo solo in cerca di un buon sistema per soddisfare la mia golosità, no?
La fuliggine sui muri è un'altra cosa, forse. La conosco la fuliggine sui muri, perchè ho una vecchia casa, nella quale vado di tanto in tanto, in cui si sono ancora il caminetto a legna, la stufa a kerosene e un vecchio braciere di rame che, pur rischiando un'intossicazione da monossido di carbonio, potrebbe ancora funzionare benino. La fuliggine è una cosa malefica, non si riesce a toglierla dai muri vicini al camino senza danneggiarne la pittura e, a volte, l'intonaco. Perchè il più delle volte bisogna grattare a fondo, passare l'acqua con un po' di aceto, grattare ancora e sperare di non togliere troppa vernice. Sì, in certi casi sarebbe più opportuno avere a che fare con superfici piastrellate o rivestite di quei materiali sintetici resistenti un po' a tutto. Però non è la stessa cosa, la piastrella è resistente, ma è anche fredda in tutti i sensi, non modellabile, non danneggiabile facilmente, per certi versi eterna anche quando viene rimossa. La fuliggine ce la togli facilmente da lì, ma anche le cose piacevoli non ci restano appiccicate a lungo, i segni della matita o della penna di un bimbo li togli con un colpo di spugna e non puoi usare una parete a piastrelle per vedere di quanto è cresciuto un bimbo. Certo, una parete pitturata a tempera potete anche usarla per fare piccoli segni di riferimento (di nascosto da una moglie, eh!), non andranno via facilmente, così come non ne andrà via facilmente la fuliggine. Ma alla fine che importa? A me non ha mai dato fastidio la fuliggine, così come non mi dà alcun fastidio il profumo (non "la puzza") della legna bruciata nel vecchio camino. Si, lo so che sono palloso e che sto facendo la figura del solito vecchio nostalgico dei tempi andati, però qualche giretto da quelle parti, nei tempi andati (belli o brutti che siano stati) lo farei volentieri, "sarà per aver 15 anni in meno, o avere tutto per possibilità" (come diceva un ben noto cantautore italiano nato a Modena il 14 giugno 1940)...
Una sola foto, stavolta. Va tutto bene, per fortuna, ma oggi "ho l'anima in riserva e il cuore che non parte", come diceva un altro ben noto artista, nato a Roma il 4 aprile 1951...

lunedì 7 luglio 2008

Inchiostro...


Il caldo fa brutti scherzi un po' a tutti e, ovviamente, io non faccio eccezione...


Non mi andava di accendere il PC, con tutto il caldo che faceva oggi, però non mi andava neanche di far passare un'altra giornata senza che vi fosse qualcosa di scritto quaggiù (o quassù, a seconda dei punti di vista).












... metto qualche linea di testo qua e là, tanto per fare un po' di spazio e, soprattutto, per dare l'impressione che il post sia stato in qualche modo pensato a tavolino e studiato nei dettagli (ahahah!) :°°°°°)





... Et voilà!

Il capolavoro è servito, magari non su un piatto d'argento (no, neanche su un piatto di plastica, ci mancherebbe...).

Tutti pronti a cancellarmi dai link e dai bookmark?

Grazie a chi vorrà restare :*