martedì 31 gennaio 2006

I luoghi (comuni) della memoria

Questa è una visione tutta leopardiana del posto dove ogni tanto mi reco per motivi diversi. A volte porto con me due canne (da pesca!) e provo a riportare qualcosa da passare poi sulla brace, cosa che non mi riesce quasi mai con grande gioia degli animalisti e dei pescivendoli dai quali poi passo per evitare il digiuno e la brutta figura. Comunque, come dicevo, vengo qui per motivi diversi e uno di questi è semplicemente per sedermi su uno degli scogli ad osservare il mare, immaginando di poter portare lo sguardo oltre l'orizzonte. In fondo ci sono stato, oltre quell'orizzonte. Vi ho pure fratturato le scatole con i precedenti post relativi all'orizzonte oltre l'Adriatico, ma non era quello ciò che intendevo. L'orizzonte che ci limita lo sguardo e oltre il quale possiamo solo immaginare non è quello fisico, dal momento che una buona web cam oppure una buona parabola o qualche lira per un viaggetto low cost sono sufficienti per uno sguardo oltre quella linea . No, sono altre le calamite che attraggono il mio sguardo quando mi appoggio allo scoglio, con canna (da pesca) o senza. Soprattutto adesso, dopo la costruzione di quelle "estensioni" che vedete nella foto e dopo un'ulteriore limitazione della visuale, il pensiero corre dietro ai ricordi e ai fantasmi del passato, quelli che abbiamo un po' tutti, credo, e che alcune volte temi possano riapparire all'improvviso davanti a noi, superando la linea immaginaria dell'oblio nel quale li abbiamo cacciati. Però, allo stesso modo, la mente rincorre i sogni che abbiamo fatto e che continuiamo a fare, il desiderio o la speranza di ciò che non abbiamo ancora ottenuto o raggiunto e che, forse, non vedremo mai. Ma a me personalmente piace, pensare che qualcuno di essi possa fare capolino dall'orizzonte o da quei muretti che qualche ingegnere buontempone si è inventato e deposto sull'acqua... Come diceva quel tizio che guardava dalla siepe dell'ermo colle, c'è sempre il pensier del presente o un van desio del passato che a qualcuno di noi piace portare a spasso come un tenero cagnolino al guinzaglio, facendo però attenzione a non farlo trasformare in una feroce tigre pronta a saltarci addosso. Un'ultima cosa, come al solito. In questo posto rivolto ad Est il sole sull'orizzonte è sempre un'alba, a meno che la Terra non cominci a girare al contrario.

lunedì 16 gennaio 2006

Mete Balcaniche (5)

01.12.2005 - La fine del viaggio
Ogni viaggio ha la sua conclusione, che il più delle volte corrisponde a un ritorno.
Il piacere del ritorno o la tristezza del ritorno? Questo dipende sempre dai punti di vista e, forse, dipende comunque dalle mete che abbiamo raggiunto. Lo sapete meglio di me, no? A volte si raggiungono traguardi e posizioni invidiabili, dalle quali è triste e faticoso tornare indietro. Un importante obiettivo agguantato ci lascia sempre con la speranza di godere di quella gioia all'infinito.
A volte, invece, quello in cui avevamo sperato si rivela una meta irraggiungibile, una chimera inesistente o una scalata impossibile. Anche lì, di certo, troviamo l'amarezza del ritorno. Ma in quel caso possiamo fare "di necessità virtù". Magari saremo lì, a lamentarci di esser dovuti tornare indietro da un posto che era il luogo ideale dove vivere, dove tutto era rosa e dove le preoccupazioni erano un fatto marginale delle esistenze di ognuno. Si sa, fantasticare su qualcosa che sarebbe potuto essere o costruirci realtà che possano essere comode e confortanti è una tentazione a cui è difficile rinunciare. In fondo possiamo anche permettercelo, a condizione di saper sopportare lo shock del rientro nella quotidiana atmosfera...
In tutto questo vagare è passato anche il periodo delle feste che circondano la fine dell'anno. Non ho messo nessun post a riguardo, una dimenticanza? Una precisa volontà? O forse semplicemente un attacco acuto di pigrizia?