martedì 28 febbraio 2006

Fusi orari

Una delle ragioni per cui sono andato un po' in giro per il mondo, è correlata al periodo in cui galleggiavo in un mare di menate relative alle attività che in quel periodo mi attraevano di più. Sapete, no? E' la solita storia in cui si parla delle scelte migliori, che sono poi quelle dettate dal cuore, perchè il cuore non sbaglia mai, ecc., ecc.
Il cuore non sbaglia mai, è vero. Ma questa è una verità assoluta che si basa sull'ipotesi, purtroppo erronea, che tutto il resto attorno sia perfetto. Sfortunatamente non è così, forse è vero esattamente il contrario e il guaio è che pensando di essere nel giusto, non ci si accorgere di essere l'unica nota stonata in un mare di condizioni e situazioni erronee e fallaci, che tuttavia appartengono ad un universo autoreferenziale. Che significa? E' presto detto, oltre ad essere semplice nella sua apparente complessità... L'enorme insieme di eventi, situazioni, scelte e progetti sbagliati, la pletora di convinzioni e autoconvincimenti che la strada seguita sia quella giusta, fa esclusivamente riferimento a riferimenti imperfetti, ma che assumono forza in virtù delle proprie instabilità che, alla fine, si compensano a vicenda, dando stabilità al sistema. Sono stato più palloso del solito? Lo so, l'ho fatto apposta. Mi sono svegliato storto, stamattina e volevo triturare i marroni a chiunque passasse da queste parti. Mi sono svegliato storto perchè in questo particolare giorno dell'anno, più che in tutti gli altri, mi viene in mente uno dei tanti incroci di fronte ai quali io, credo come tutti, mi sono trovato. Uno di quelli di fronte ai quali sai già che puoi scegliere NON la migliore delle strade, ma solo la meno peggio.
Ah! Quasi dimenticavo... In tutto questo, il cuore, i sentimenti, specie se sinceri e "puliti" rappresentano un forte elemento di disturbo per l'intero ed imperfetto sistema, quindi, di solito, si ha maggior successo a metterli da parte (forse, chissà, ma non è detto che sia così).
Vi interessa il soggetto della foto? E' un tratto della QEW (Queen Elizabeth Way), la strada che collega Toronto alle cascate del Niagara, passando per Hamilton... Non esistevano le fotocamere digitali, all'epoca in cui ho vissuto lì. Quando riuscirò a scannerizzare le foto relative, proverò a raccontare il resto della storia.

sabato 11 febbraio 2006

Indeterminazione

Ecco un'altra chicca della mia collezione di frasi scritte sui muri o sugli arredi urbani (in questo caso un instabile parapetto) che attirano quasi in maniera maniacale la mia attenzione. Ho sempre pensato che questi oggetti, a loro modo artistici, vengano in genere lasciati da chi voglia inviare un messaggio che giunga a destinazione o che, in mancanza d'altro, sveli a tutti quelli che lo leggono una parte della sua vita. Oggi leggevo questa scritta e, quasi inconsciamente, provavo una sorta di sorpresa e invidia sia per l'estensore della frase, sia per l'ipotetico destinatario o destinataria. Sorpresa, perchè? Direte voi. Forse per la profonda ingenuità che mi sembrava scaturire da queste 12 parole messe una di seguito all'altra con lo scopo di avvicinare in maniera più "intensa" qualcuno, forse perchè a furia di sentir dire che non ci sono più sentimenti, il leggere queste semplici scritte mi fa pensare il contrario... oppure semplicemente perchè (e qui scatta l'invidia) mi è sembrato quasi ovvio che l'improvvisato poeta dovesse avere almeno una ventina di anni meno di me.
Poco male, comunque. Ero sullo scoglio di cui al post precedente e stavo riordinando le idee per una serie di scadenze che mi attendono al varco della settimana entrante, un po' di sana nostalgia-dei-bei-tempi-andati mi ci voleva per distrarmi un po'. Solo un po', però! Il pescatore vero, quello che, contrariamente a quanto mi accade, torna a casa con il cestino pieno, si gira e mi vede probabilmente *strano* e mi allunga una sigaretta già accesa: "fuma va', non ci pensare!".
... ma non ci pensare, a che cosa?