sabato 27 maggio 2006

Meglio tardi che mai?

... o meglio mai che tardi? Questa è una bella domanda che ognuno di noi si sarà fatto almeno una volta nella vita. Comunque, per non scontentare il Guro, mi sono rimboccato le maniche e ho messo mano alle foto scattate a Cocullo lo scorso 4 maggio. Sono ben conscio del fatto di essere ripetitivo, ma oramai chi mi legge ha imparato a sopportarmi e poi ho la fortuna (o la sfortuna?) di essere letto solamente da amici che non mi hanno mai visto dal vivo... o quasi.
Comunque, chi è abruzzese dovrebbe conoscere bene sia il posto che la festa in questione. Come avevo già detto, questo ameno paesino è praticamente vuoto per 364 giorni l'anno, ma in occasione dell'evento diventa un posto molto affollato e nel quale difficilmente ci si riesce a muovere. A volte mi chiedo cosa mi spinga a passarci questa mezza giornata praticamente tutti gli anni. Sarà perchè mi piacciono le tradizioni della mia terra o forse perchè semplicemente mi piace questo misto tra sacro e profano che alberga in manifestazioni come questa. Di solito, poi, incontro sempre qualcuno dei vecchi amici da queste parti e, paradossalmente, mi è capitato di rivedere proprio qui, persone che non vedevo da anni. Ma forse non sono queste le vere risposte e non so se è questo il contesto in cui analizzarle, anche perchè "gli elementi a disposizione non consentono analisi", come diceva De Gregori in una nota e vecchia canzone. Ah! Anche quelle, dimenticavo! La prima volta che venni qui, avevo il mio fido walkman a cassette, un gioiellino di tecnologia (per l'epoca) che adesso farebbe sorridere qualunque adolescente munito di ipod o anche di quei minuscoli lettori MP3 che sembrano giocattolini. Che c'entra, direte voi. Probabilmente nulla, ma pensateci un attimo: adesso in un affarino da 512Mb (il più semplice) ci comprimete dentro un centinaio di brani musicali. Nel lontano 1986 per ascoltare 100 brani musicali vi servivano almeno 10 cassette, per non parlare del tempo necessario a cercarne uno in particolare, se vi fosse venuta voglia di ascoltarlo. Così ricordo che, il più delle volte, mi portavo dietro un paio di cassette, condite di pezzi mescolati ad arte nei giorni precedenti (non mi piace dire compilation) e di solito ne ascoltavo o ne ascoltavamo solo una. Bene, direte ancora, che bello! Facendo così, uno ricorda la colonna sonora di tutti i posti che ha visitato e lega i propri ricordi ed emozioni a suoni e parole ben riconoscibili. Suoni e parole che, come i profumi, hanno il potere di fiondarti in un attimo nella ben nota macchina del tempo che è parcheggiata dentro ognuno di noi. Non la faccio tanto lunga, va... ci sono cassette che non avrò mai il coraggio di buttare, che non riesco a passare in digitale, ma che giacciono inesorabilmente inascoltate nel ben nascosto cassetto delle cose perdute, che poi è a fianco del cassetto dei sogni. Ma questa è un'altra storia.
Un paio di considerazioni finali, le serpi non hanno coperto, quest'anno, gli occhi del santo e la cosa dovrebbe essere di buon auspicio, per chi ci crede; il treno che ho fotografato è decisamente più nuovo di quello della foto originale, è più bellino, più pulito (forse) e più veloce. Peccato, però. A me continua a piacere il vecchio catorcio marrone dell'86...

domenica 21 maggio 2006

Intermezzo

Lo so, ha ragione il Guru... Devo ancora buttare giù qualcosa relativa alla festa dei serpari (e dei serpenti). Purtroppo, o per fortuna, nel frattempo mi è capitato tra capo e collo un ameno viaggetto che, ovviamente, prevedeva una preparazione analitica e dettagliata della relativa presentazione *ovviamente* comunicatami all'ultimo momento. Così ho deciso di prendermi qualche altro giorno di riflessione, soprattutto per smussare gli angoli della tempesta emozionale che la fugace gita a Cocullo mi aveva regalato. Questa foto che vedete alla vostra destra, raffigura l'ingresso di un noto albergo di Paestum, dove ho avuto la fortuna di alloggiare per le canoniche e fatidiche 72 ore di durata dell'evento a cui dovevo partecipare. Al di là di questo non c'è stato il tempo e il modo di apprezzare la spettacolarità degli scavi archeologici e il bello di quella zona del Tirreno che, per una serie di motivi, non ho mai avuto modo di raggiungere. E' nota ai più la mia imbranataggine nel perdermi durante i viaggi in macchina. Chi mi conosce bene, tuttavia, ha semre il sospetto che io lo faccia apposta, a perdermi, per arrivare il più tardi possibile, per vedere posti che normalmente vengono tranquillamente ignorati nei tragitti *diretti*. Non ho avuto di questi "problemi" in questo viaggio, per un motivo piuttosto banale... Nei giorni scorsi ho avuto la malsana idea di provare un navigatore satellitare, sapete, no? Di quelli che, mentre siete in macchina, vi dicono: "tra 200 metri, uscita" oppure : "alla fine della strada, girate a destra", ecc. Comunque, una volta a destinazione, ho modificato almeno l'aspetto del tavolino in base alle mie esigenze e, questa volta, ho *minacciato* quelli della reception per evitare di ritrovare "tutto in ordine" al mio rientro in stanza. Mi è andata bene, ho avuto l'impressione di essere a casa, almeno per una volta, ma come al solito qualcosa doveva andare storto. E questa volta qualcosa è andato storto sotto forma di email inaspettata, desiderata per anni (anche quando le email non c'erano), ma in questo caso giunta nel momento sbagliato. Anche questo fa parte del gioco che sto conducendo con me stesso. Un gioco che consiste nel pubblicare qui sopra, a frammenti scoordinati, quello che contiene il baule dei miei ricordi. Un puzzle che, forse, non riuscirò mai a ricomporre neanche io. Ah! Dimenticavo... C'è una frase che il navigatore satellitare a volte dice e che mi manda veramente in bestia: "tornate indietro, quando potete". E quando potrò, navigatore dei miei stivali, tornare INDIETRO??? Ecco, in quei casi, lo spengo!

giovedì 4 maggio 2006

Cime tempestose

Ve l'avevo detto, no? Una delle mie specialità, è quella di complicarmi la vita e, quindi, se devo raggiungere una destinazione, ovviamente non per lavoro, cerco di scegliere sempre la via più difficoltosa, impervia e lunga. Soprattutto quando ho la fortuna di andare da solo...
Arrivare in quel piccolo paesino, Cocullo, che per 364 giorni l'anno è meta facilmente e rapidamente raggiungibile, diventa una sorta di avventura il primo Giovedì di maggio e, così, sono andato alla ricerca di un itinerario alternativo che potesse evitarmi un ingorgo autostradale (esiste un'uscita sulla A24, per quel posto) e regalarmi qualche emozione in più, di quelle derivanti dalla scoperta di strade mai percorse prima o di posti visti solamente di sfuggita negli anni addietro. Quindi, come di consueto, si fa il pieno, ci si rifornisce di opportuni elementi di conforto (biscotti, acqua, sigarette, ecc.) e si parte con il navigatore acceso e con la piantina cartacea ben contrassegnata sul cruscotto. Mi piace questa cosa, anche se non dovrò fare più di 60-70Km. Mi dà l'impressione di partire per chissà quale remota destinazione, anche se, per chi conosce un po' l'Abruzzo, è facile trovarsi senza volerlo, in posti *veramente* sconosciuti. L'uscita autostradale di Popoli (PE) è un luogo che conosco bene. Per una serie di motivi che è lungo da spiegare, ma che forse un giorno rivelerò, conosco a memoria ogni singola curva di quel tratto autostradale e anche della corrispondente strada nazionale. Potrei fare il percorso a fari spenti nella notte (Grazie Lucio!), senza neanche correre il rischio di morire.
Da quel punto in poi cominciano i misteri, soprattutto perchè l'ultimo mio passaggio attraverso la Provinciale n.9 risale ad almeno 20 anni fa, quando andavo in giro con la mia bella pandina 750 a gpl (E' vero, credetemi!), preoccupandomi più del carburante risparmiato che della lunghezza o suggestività del percorso. Non è che abbia fatto grandissimi salti di qualità, la macchina che utilizzo adesso è sempre una modesta torinese di qualche anno fa, ma il suo lavoro lo fa bene. Sono cambiato sicuramente io, nel senso che questa volta ho impiegato quasi il doppio del tempo per percorrere quella strada. E non per l'impervietà del percorso che, anzi, ho trovato molto migliorato. Non per le pendenze della strada (a volte superiori al 10%), che il mio "nuovo" 1900TD riesce a superare certamente meglio del pandino ad aria compressa, ma solamente per la quantità di tempo persa a fermarmi per guardare cosa c'era intorno e per fare (inutili?) foto a qualunque cosa attirasse la mia attenzione. Come al solito ho perso tempo a nutrirmi di futili dettagli, quasi non avessi voglia di arrivare a destinazione in tempo per la festa, ma anche questo avevo detto in un mio vecchio post, no? Il viaggio, come al solito, è spesso più interessante della destinazione. Il pezzo forte della mia collezione di luoghi comuni abbandonati e non... Il guaio è che non si può viaggiare per sempre, prima o poi devi fermarti e questo, un po', mi spaventa.
Manca il racconto relativo alla destinazione? Lo so, mi ci servirà qualche giorno per riprendere il filo delle idee, poche ma confuse, che mi permettano di buttare giù quello che penso di scrivere.

lunedì 1 maggio 2006

Viaggi e intemperie

Ci sono tanti modi per raggiungere uno scopo o una destinazione. Sapete qual è il bello dei navigatori satellitari? E' la possibilità che vi danno di scegliere il percorso più rapido. Purtroppo a volte il percorso è più rapido per 364 giorni l'anno, ma c'è sempre almeno 1 giorno in cui il calcolo potrebbe risultare fallace. Io andrò a Cocullo (AQ), salvo complicazioni, il 4 maggio 2006. Un anonimo Giovedì, per tutti qualli che non condividono questa mia particolare passione o questa mia particolare *pazzia*, che porta con se alcune complicazioni banali, quanto insormontabili. Partendo da Pescara, il percorso più breve è rappresentato dall'autostrada Pescara-Roma, con uscita a Cocullo e con tempi di percorrenza brevissimi, normalmente... Purtroppo il primo Giovedì di maggio non vi è possibilità di rosee previsioni, a meno di programmare la partenza verso le 3 o le 4 del mattino, così questa volta ho deciso che individuerò un diverso percorso stradale, non potendo prendere il treno come ai *bei vecchi tempi*. Non so quanti di voi siano mai stati in Abruzzo, ma per quei pochi che abbiano la voglia e il tempo di viaggiare "virtualmente" e per quei pochi che vivono in Abruzzo (ciao GURU!!!) , propongo il percorso alternativo che da Pescara porta a Popoli, quindi a Raiano, a Goriano Sicoli e, infine, a Cocullo. Una strada impervia, malefica e piena di curve. Non so ancora se la mia destinazione finale verrà raggiunta. Ho scelto di rendermi la vita difficile, per evitare, come l'anno scorso, di farmi 10Km a piedi in salita. Ho scelto un percorso più lungo e complicato per arrivare prima e meglio di chi sceglierà l'autostrada e la *solita via*. Riuscirò nell'impresa? Magari ve lo racconterò nella nottata tra il 4 e il 5 maggio (ei fu, siccome immobile...), ma posso assicurarvi una cosa: a Goriano Sicoli c'è una (magnifica) trattoria e, nella peggiore delle ipotesi, mediterò su queste cose davanti ad un bell'arrosto abbondantemente innaffiato da un verace e corposo montepulciano (d'Abruzzo). Non avrò fretta il 4 maggio. E' il giorno che dedicherò SOLAMENTE a me stesso...