giovedì 28 febbraio 2013

Come back in hunger...

Devo ammetterlo, sinceramente non pensavo di pubblicare ancora qualcosa su questa piattaforma, non perchè io sia arrivato a "capire" tutto, anzi, tutt'altro, ma semplicemente perchè mi mancava questo luogo ameno e virtuale, ma molto più riflessivo e contemplativo dei vari social network (no, non c'entrano niente gli ultimi argomenti politici e nemmeno gli ultimi fatti legati alle sedi vacanti sparse qua e là).
Dicevo, è passato del tempo, oramai ben più di 2 anni e, come in tutte le vite che si rispettino, sono cambiate molte cose e altrettante sono rimaste uguali. Anche la mia città è cambiata un pochino, non so se in meglio o in peggio, soprattutto per quanto riguarda una serie di strutture sparse qua e là, che ne hanno modificato inesorabilmente il profilo e in qualche modo anche la funzionalità. Non sono cambiate gran parte delle mie abitudini, come si può agevolmente vedere nella foto di apertura, ma un po' di dieta mi ci voleva e questo spiega in parte il titolo del post. Si, lo so, in genere i titoli dei post di questo blog non hanno mai avuto un grosso significato, ma in questo caso ho fatto, in parte, una piccola eccezione. Ho accennato al fatto della dieta perchè negli ultimi 12 mesi, contrariamente a quanto mi accadeva in precedenza, ho cominciato ad accumulare chili indesiderati in maniera inaspettata... probabilmente le cause sono tante e correlate tra loro, ho smesso di fumare (si, è accaduto all'improvviso, senza neanche che io lo avessi programmato o premeditato), ho smesso di passeggiare sul molo Nord e ho smesso, per un po', anche di pensare, Beh! -direte voi- in fondo pensare non è un'attività fisica. Si, normalmente è vero, ma io ho iniziato tardi ad imparare a pensare e, probabilmente, lo sforzo ad esso legato bruciava un bel po' di calorie.
Basta per oggi? Ok, si, basta. Tornerò a scrivere più spesso, vedrò anche di tornare sulla punta del molo Nord più spesso... a proposito! Ci sono stato pochi giorni fa, a vedere i lavori per impedire l'ulteriore insabbiamento del fiume (si cammina oramai sulle acque, come fece un tizio tanti anni fa). Ho guardato a lungo la gru galleggiante che vedete anche voi nella foto, e che per qualche strano motivo mi ricordava un celebre racconto di S. Agostino (...), e ho cercato anche di riabituarmi ad osservare l'orizzonte. Sapete chi c'era lì? Non ci credevo neanche io... c'era il mio vecchio amico pescatore, sempre con la sua sigaretta in mano. Non me l'ha passata, lo sa che ho smesso, mi ha guardato come sempre, come negli anni scorsi, ma con uno sguardo quasi di paterna comprensione mi ha sussurrato: "Artu', tu hai smesso di fumare, bravo, ma ricordati una cosa, fumare fa male, ma pensare, a volte, fa anche peggio". Credetemi, più il tempo passa e meno lo capisco... forse.

3 commenti:

Luisa ha detto...

Ma non dovevi metterla a riposo la "coccia"? ;)

Ivana Zoia ha detto...

:)

diario di una sfigata qualunque ha detto...

molto bello complimenti ;)

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