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Parole senza pensieri...

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Una premessa, prima che il Guru continui a pensare chissà che. La macchina NON è mia, come può facilmente evincersi dal fatto che la foto non è presa dal lato del guidatore e che l'unico che abbia il diritto di usare la mia fotocamera digitale, sono io... Comunque, per tornare a noi, questo è un po' il viaggio di ritorno rispetto a quello di 2 articoli fa. Un viaggetto di ritorno dalla Capitale, con tanto di freddo secco e intenso, con tanto di sonno arretrato e con tanto della solita sottile tristezza che mi assale nell'autostrada che taglia gli alberi delle terre di Lazio e Abruzzo come una ferita (ok, campo anche di frasi di canzoni, di libri ed aquiloni ecc., ecc., ma non sono troppo cupo, vero? ditemelo, altrimenti quel residuo di autostima che mi resta andrà a farsi benedire...). Che bella la strada che curva verso destra, vero? Lascia un po' di inquietudine, nasconde parte della visuale successiva, come il colle di un famoso poeta di Recanati, anche se in realtà...

Intermezzo (un caffè dal Guru)

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Un pomeriggio di quelli finiti prima del solito e un navigatore satellitare che mi impedisse di perdermi sono state due ottime scuse per mettermi in macchina e scoprire il piacere di vedere posti nuovi e di fare nuove amicizie. Grande la tecnologia, magari a volte la malediciamo pure, però prenderei volentiere a male parole quelli che la considerano un freddo strumento di lavoro che allontanerebbe dai contatti reali. Questa è una delle volte in cui posso smentire i pessimisti del web. Questa come tante altre volte, perchè da quando ho imparato a perdermi per le strade della rete, cosa che già facevo per le strade del mondo, ho avuto la fortuna di allargare il mio orizzonte relazionale in maniera sicuramente più estesa rispetto a quello che era possibile con gli strumenti tradizionali. Certo, sono d'accordo con i più, molti degli incontri che si fanno su questo mondo parallelo alla fine si rivelano futili e a volte deludenti. A volte si incontrano cose divertenti, a volte si incontr...

Pensieri senza parole

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Per una serie di motivi che sarebbero troppo lunghi da spiegare, questo è stato il mio ultimo viaggio fuori regione per i prossimi 3-4 mesi, tra l'altro è stato un viaggio non per lavoro e neanche per piacere. Con questo non voglio dire che non sia stato piacevole, in fondo mettermi in macchina, in treno, in aereo o in vaporetto per me è sempre un'attività che mi riempie di emozioni svariate e contrastanti. Comunque, per non divagare oltre il necessario, questa volta andavo dalle parti di Fiumicino per accompagnare chi partiva e ovviamente tra i tanti pensieri che giravano dentro la mia testa, restava anche un po' di spazio per una puntina di invidia. Invidia che è notevolmente aumentata nell'atrio di quell'aeroporto, alla vista di tutte le persone pazientemente in fila ai banchi del check-in e della sicurezza. Quante volte sono partito e tornato? Ne ho perso pure il conto, ma ve l'ho già detto, non sono mai riuscito a districare l'intreccio della ben nota ...

Per sempre

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Avevo appena parcheggiato la mia barchetta, che ovviamente non è quella della foto, e mi è caduta la mente su un concetto che non ho mai compreso fino in fondo, su una locuzione avverbiale molto semplice, un concetto chiaro, lineare e definitivo nella sua semplicità intrinseca. Quante volte avete detto o avete sentito dire "per sempre" o qualcosa di simile? I motivi sono i più vari, spesso vorremmo che alcune cose durassero per sempre, che l'amicizia durasse per sempre, che la gioia durasse per sempre che il successo (per chi l'abbia potuto assaporare) durasse per sempre. Ce ne sono tante altre di cose che vorremmo eterne e capita anche di avere l'illusione che esse lo siano, salvo poi ricredersi a distanza di tempo, volontariamente o in seguito ad uno di quei tanti eventi che dal sogno o dall'illusione ci fanno ripiombare nella realtà cara a questo sistema di leggi fisiche, chimiche, mentali e comportamentali che, come diceva Battiato, appartengono a questa p...

Sorsi di buio limpido...

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Forse in qualcosa rischio di diventare monotono, il guaio è che ho fatto troppe foto da questo posto situato a metà tra le due aree principali della mia città. Un canale artificiale posto alla foce di un fiume che taglia in due la vita di tutti i giorni privandola per certi versi di continuità e ammazzandola, ovviamente, di traffico. Quante sono le cose che dividiamo almeno in due parti? Quante le realtà che prima o poi si dicotomizzano e allontanano con scarse o nessuna speranza di ritorno? Oggi comunque percorrevo questo viale a forma di banchina con uno strano senso di serenità, strano perchè era un po' che non mi capitava di sentirmi così sereno. No, non avevo nè bevuto nè fumato, nè tantomeno ero andato a pesca riportando un improbabile cestino colmo. Non so, in realtà non c'era neanche un motivo per essere più sereno del solito. Forse sarà stato questo tramonto inaspettatamente struggente, con una temperatura ancora sopra la media stagionale e con un vento che, per quest...

Prospettive

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Ancora sul tema delle prospettive e delle viste prospettiche variabili? Ma si, dai! Oggi avevo un'oretta di tempo da perdere e mi trovavo per una serie di ragioni un po' troppo lunghe da spiegare, in un piccolo paesino a non troppa distanza dalla mia città. Sapete, no? Quei paesini in cui il tempo sembra che si sia fermato, ovviamente solo se si indugia un po' a guardare attentamente i muri delle vecchie case, magari nei pressi delle contrade dove passano ancora gli obsoleti cavi elettrici sostenuti da isolanti in vetro o porcellana. Si, giuro che ce ne sono ancora, basta cercarli e basta sapere dove essi siano. A volte ci vado di proposito in questi posti e mi diverto a pensare di essere per un attimo tornato indietro nel tempo. Di molto o di poco non ha importanza o forse ce l'ha, dipende un po' da quello che ho voglia di ricordare in quel momento. Ah, quasi dimenticavo un piccolissimo dettaglio, non serve neanche spegnere il cellulare, dal momento che le bts non ...

Don't cry for me Taormina... (AZ-1756)

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Ve la risparmio, questa volta, la pappardella relativa alla paura dell'aereo, agli aeroporti affollati e a tutto il resto. Però c'è da dire che il posto dove mi sono fermato stavolta, sempre per le canoniche 72 ore, merita davvero di essere rivisto con più calma e attenzione. Al di là di tutte le possibili considerazioni e luoghi comuni relativi alla bellezza delle coste siciliane, alla limpidezza del mare, alla maestosità dell'Etna, quello che a volte prende i soliti fessi come me è un misto di ammirazione e timoroso rispetto, sopita (neanche tanto) nostalgia e silenziosa malinconia. Ecco, questa è stata una delle volte in cui mi è dispiaciuto dover ripartire, avrei davvero voluto restare più a lungo per esplorare la costa, per parlare con i pescatori sulla riva, farmi dire che tipo di esca usavano e che tipo di attrezzatura andasse meglio per quei fondali. Magari avrei provato a pescare anch'io, tanto ai cestini vuoti ci sono abituato e non sarebbe potuto essere peggi...