domenica 14 agosto 2005

Un inizio concreto?

Perchè questo blog e, soprattutto, perchè questo titolo?
Forse qualcuno potrà intuirlo, ma in realtà questo luogo esiste ed esisterà solamente per i fatti e i ricordi che mi verranno in mente volta per volta. Quindi sicuramente succederà che passeranno settimane e/o mesi tra un post e l'altro, sperando di non annoiare troppo l'incauto lettore...

Basta così, per ora. Magari mi farò di nuovo vivo quando avrò idee o momenti o cose da raccontare o da buttare via.

4 commenti:

Lia ha detto...

Scrivere sui blog è un po' come scrivere sulle panchine del mondo con la differenza che qui non c'è tempo, non c'è pioggia o sole che rovini le scritte. Sarebbe bello vedere invecchiare e sbiadire i propri post. Non so per quale motivo mi piacerebbe, a dirti la verità. Probabilmente perché io mi sento ferma e statica e ho come la sensazione che il mio presente, poichè difficile, sia eterno. Vorrei fosse giá domani, ogni giorno. Un post che invecchia e sbiadisce, forse, sarebbe domani.
Un abbraccio anche a te.

trytounderstand ha detto...

Però è strano, non credi?
Anche le foto non sbiadiscono. Anche se scrivi su un diario di carta che poi conservi in un cassetto, le scritte non sbiadiscono.
Certo, il peso del presente, quando c'è, può farti odiare tutto quello che c'è in quel momento e farti sperare che quello che vedi attorno, scritte comprese, possano sparire o sbiadire più o meno velocemente.
Ma a volte ci può essere qualcosa nel passato, che non è sbiadito e non è sparito e che forse ognuno di noi può associare a qualcosa di bello che ci è capitato e che avremmo voluto non finisse mai.

Lia ha detto...

Mi fai riflettere! Anzi mi hai fatto pensare alle cose del passato che sono rimaste nitide. Alcune vorrei sbiadissero, altre vorrei rimanessero nitide e invece si appannano di tempo e di vita. MI sembra che stia cambiando tutto nella mia vita, pur rimanendo immobile. Non sono più quella di una volta e non riesco ad accettarlo ma se muta una scritta su una panchina, perché non dovrei mutare io?
Alcune mie foto, quelle a cui tengo di più, si sono consumate. Io ho bisogno di toccare e tocco quelle immagini alla ricerca di ciò che ho perso.
Senti... scusami per questo mio pensiero confuso ma è così bello pensare così, come viene, senza inizio e senza fine...
Ciao

trytounderstand ha detto...

La vita di tutti i giorni ci costringe a pensare in maniera "coordinata", ma è bello e credo che sia normale pensare in maniera confusa, accarezzando i pensieri e le sensazioni così come vengono.

Tu dici che sei cambiata, come le scritte su una panchina di un parco, le foto migliori sembrano sbiadite, nei momenti difficili. E' normale che sia così, purtroppo. Ma a volte è importante focalizzare l'attenzione su di esse, sui particolari dimenticati, sui volti e sui paesaggi confusi. Questo non per restare legati al passato, il passato spesso è limaccioso, si rischia di rimanere invischiati e rallentati... No, rivedere il passato serve per capire il presente, per riflettere sugli errori, per trovare l'impulso e il coraggio di (ri) partire. Costa fatica ripartire, costa il dolore di scelte difficili, sofferte, penose. Ma lo sai anche tu, credo. La ferita che si rimargina fa male, la carne gelata che torna alla vita fa male. La gangrena e la morte sono indolori, ma la voglia di vedere come sarà il futuro, come saranno i profumi della prossima primavera o come sarà il caldo della prossima estate varranno ben la pena di soffrire un po' di dolore nel freddo dell'inverno, no?

Ciao

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